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sabato 31 dicembre 2011

Alexandros - Il confine del mondo - Recensione a cura di Yvan Argeadi


Terzo e ultimo libro della fortunata trilogia di Manfredi incentrata sulla figura di Alessandro Magno, forse il più ‘’triste’’ dei tre libri, e questo aggettivo qualificativo non è riferito soltanto alla conclusione della vita del condottiero macedone, ma anche per quanto riguarda il punto di vista tecnico del romanzo. Ma mi spiego meglio.
Ne IL CONFINE DEL MONDO prosegue l’avventura in Asia di Alessandro e dei suoi più stretti amici d’infanzia. Verrà annientato una volta per tutte l’esercito di re Dario, e si delineerà finalmente quale fosse sempre stato l’obiettivo del re di Macedonia, divenuto ora anche Faraone d’Egitto e Re dei Re, un sogno che andava ben oltre la semplice liberazione delle poleis greche, terminata da molto tempo ormai.
Le storie che furono lasciate aperte dai tempi del primo libro trovano conclusione, come la scoperta delle vere origini di Leptine, e il sogno di una vita, forte di un amicizia che sembrava indistruttibile, si infrange contro gli scogli del più grande e terribile dei nemici che Alessandro abbia mai affrontato: la paura.
Vedremo nuovamente Alessandro amare con estrema passione, trascinare e incoraggiare i suoi uomini a superare ulteriormente i loro limiti, fronteggiare continue congiure e ribellioni ai suoi danni, attraversare nuovi confini e affrontare nuovi temibili avversari. Eppure a questo terzo e ultimo romanzo della trilogia manca qualcosa, un sottile filo emozionale che aveva caratterizzato i precedenti dalla prima all’ultima pagina
Più volte leggendo questo romanzo mi è capitato di dire ‘’sembra che Manfredi abbia perso la voglia di parlare di Alessandro’’, e forse dopo due romanzi all’attivo era così, forse l’archeologo desiderava dedicarsi ad altre opere come effettivamente ha fatto, o forse semplicemente l’angoscia di dover scrivere della fine della vita del condottiero aveva attanagliato anche lui.
Sta di fatto che IL CONFINE DEL MONDO manca di quel mordente emozionale che aveva caratterizzato i primi due libri, ed in alcuni tratti pare quasi come fosse stato scritto di malavoglia.
Non sto dicendo che è un libro da buttare, sia chiaro, anzi rimane un best seller sicuramente migliore di tanti altri in vendita nelle librerie, ma purtroppo non all’altezza dei primi due romanzi dedicati ad Alessandro.
Dal punto di vista narrativo non manca nulla, per la seconda volta ci troviamo davanti a un opera che trasmette una ricerca maniacale dei dettagli, dei nomi e degli eventi. I fatti ci sono tutti e anche più di quanti io stesso, ammiratore di Alessandro da tanto tempo, ne potessi conoscere. Manca solamente quell’emozione dell’autore che nei primi due romanzi era percettibile ad ogni pagina e che, attraverso le righe, Manfredi riusciva magistralmente a trasmetterci. Insomma sembra essere stato scritto con un certo distacco, almeno per quanto riguarda i primi capitoli,
Tralasciando questo che a parer mio è l’unico punto debole del romanzo, per il resto si conferma un buon lavoro, accurato e dettagliato, capace di catturare il lettore.
Il romanzo sembra risollevarsi nettamente alle battute finali, durante gli ultimi capitoli possiamo nuovamente percepire, seppur in maniera minore rispetto ai libri predecessori, l’emozione che suscita nell’autore raccontare la vita di Alessandro. E così, un romanzo che personalmente avrei bocciato in partenza, si risolleva durante il ritorno dei protagonisti dalla campagna militare in India, tornando a narrare l’aspetto più introspettivo del condottiero proprio come nel primo libro della trilogia, fino alla fine della sua vita e con essa di tutti i suoi sogni, raccontata forse con una certa fretta, ma capace di colpire dritto nell’animo il lettore più sensibile al punto tale che non c’è da stupirsi se, dopo aver letto le ultime pagine, una lacrima righerà il vostro viso. Con le righe finali che precedono l’epilogo narrato in prima persona da Tolomeo, si conclude un avventura fantastica incominciata a Pella molto tempo fa, e con essa tutte le emozioni che abbiamo vissuto durante le avventure e vicende dei protagonisti durante questi tre bellissimi romanzi.

Yvan Argeadi

VOTO:
Non c'è male, lettura piacevole

1 commento:

  1. inoltre credo che non esista nessuno che abbia conquistato più di lui, nessuno che sia stato saggio, ma allo stesso tempo tormentato e sospettoso. Credo sia stata una vita infernale.

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