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mercoledì 28 dicembre 2011

Alexandros - Il figlio del sogno - Recensione a cura di Yvan Argeadi


Era il 1998 quando, Valerio Massimo Manfredi, archeologo e storico di fama internazionale, pubblicò il primo volume della trilogia dedicata a colui che storici e studiosi ritengono essere stato il più grande condottiero di tutti i tempi, grande non soltanto sul campo di battaglia, ma anche e soprattutto in quella guerra spietata e senza esclusione di colpi che è la vita: Alessandro il Grande.
Ne Il figlio del Sogno, Manfredi ripercorre la giovinezza del futuro sovrano sotto forma di un emozionante e bellissimo romanzo, ricco di colpi di scena e carico di emozioni.
Fulcro del libro è l’infanzia del futuro condottiero, il suo rapporto con il padre Filippo e la madre Olimpias, e soprattutto con quegli amici che diverranno i compagni di tutta la sua vita. L’inseparabile Efestione, Tolomeo, Perdicca, Leonnato, Cratero, il futuro ammiraglio Nearco, il povero Eumene, vittima degli scherzi e delle burle dei compagni e una graziosa fanciulla dalle origini sconosciute ( ma che verranno rivelate in uno dei romanzi successivi della trilogia ) di nome Leptine, il primo amore del giovane principe.
Durante la fanciullezza Alessandro venne educato all’arte militare dal padre in persona, prima di essere mandato Mieza dove trascorse diversi anni ad apprendere politica, retorica e filosofia dal celeberrimo Aristotele.
Il romanzo approfondisce inoltre una figura spesso passata in ombra di fronte alla grandezza di Alessandro, ovvero quella dell’uomo che con il sudore e la fatica diede al giovane condottiero tutti i mezzi per poter realizzare il suo sogno di conquista dell’Oriente, il re Filippo di Macedonia.
Tuttavia non bisogna cadere nell’errore di pensare che Alexandros Il figlio del Sogno sia solamente un romanzo storico a sfondo militare. Il best seller di Manfredi è molto di più, e rimarrete impressionati nello scoprire quante emozioni è possibile provare da una storia in cui le battaglie, che in genere nei romanzi storici rappresentano i momenti più emozionanti, si contano sulle dita di una mano e in cui non rappresentano affatto il fulcro della storia che lo scrittore si prefigge di raccontarci.
Alexandros Il figlio del Sogno è prima di tutto un lavoro introspettivo per comprendere al meglio l’animo di personaggi che hanno da sempre riempito le pagine dei nostri libri di storia che ne esaltano invece le gesta militari. L’incontro tra il giovane Alessandro e Aristotele, i rapporti ambigui tra Filippo e Olimpias, la sofferenza che comportò l’esilio del protagonista dalla Macedonia a seguito di una lite durante la cerimonia nuziale del secondo matrimonio del padre, l’incredibile devozione che la ‘’Torma di Alessandro’’ nutriva nei confronti del futuro imperatore del mondo, il dolore sofferto per l’assassinio di Filippo, e ancora l’impresa incredibile di domare il destriero Bucefalo destinato a diventare il fedele compagno di mille avventure e molto altro ancora. Sono questi i cardini principali di un avventura fantastica che ha inizio con una profezia e termina con un finale aperto che spinge il lettore a correre ad acquistare il secondo episodio, Alexandros Le sabbie di Amon.
Dal punto di vista ‘’tecnico’’ il romanzo è fluido, ben scritto e alcuni eventi risultano poeticamente narrati in modo sublime, altri raccontati con un enfasi che contribuisce ad alimentarne la spettacolarità. Ed è proprio quando l’azione entra nel vivo e il momento del fatidico sbarco del neo sovrano di Macedonia in Asia sembra essere vicinissimo che la tensione del lettore sale vertiginosamente alle stelle, grazie alla maestria con cui Manfredi trasmette la sua stessa carica emotiva a chi ha la fortuna di stringere il libro tra le mani attraverso versi e frasi piene di significato, di valore e cariche di adrenalina.
In conclusione il primo romanzo di questa straordinaria trilogia si conferma a mio parere il migliore dei tre, un acquisto obbligato per tutti quelli che, come il sottoscritto, sono da sempre appassionati delle gesta e della persona che Alessandro il Grande rappresentava ai suoi tempi, e rappresenta tutt’ora. Una grande storia, capace addirittura di strappare qualche lacrima di emozione ai lettori più sensibili o particolarmente affezionati ad Alessandro.

VOTO:
Libro perfetto da leggere assolutamente

2 commenti:

  1. ho letto il libro e mi ha colpita davvero molto, mi piace moltissimo la tecnica di scrittura usata da Manfredi. ti fa entrare all'inetrno del libro.

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  2. ho letto il libro e mi ha colpita davvero molto, mi piace moltissimo la tecnica di scrittura usata da Manfredi. ti fa entrare all'inetrno del libro.

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