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venerdì 30 dicembre 2011

Alexandros - Le sabbie di Amon - Recensione a cura di Yvan Argeadi


L’oasi di Siwa, a pochi chilometri dal grande fiume Nilo d’Egitto, ospitava uno dei luoghi più sacri del mondo antico, che nemmeno gli occupatori persiani osarono profanare nonostante la loro fede fosse tanto diversa da quei culti pagani che sembravano così alieni alla loro cultura. Il riverito Oracolo del dio Amon.
E fu proprio attraverso la bocca di uno dei sacerdoti di quel luogo che il dio parlò, e riconobbe in Alessandro il macedone il vero figlio di Zeus.
Alessandro si è ormai lasciato alle spalle la sua infanzia e, dopo aver consolidato il suo dominio con diverse campagne militari in tutta la Grecia, ha finalmente messo piede in Asia. Scopo della spedizione militare: liberare le poleis occupate dal nemico di sempre, i persiani.
Sulla sua strada incontrerà però un avversario valoroso e temibile, oltre che astuto e caparbio. Il comandante supremo delle forze persiane, Memnone di Rodi, un mercenario greco che ha consacrato la propria anima alla causa di re Dario.
Se il primo romanzo era incentrato maggiormente su un aspetto introspettivo, il secondo capolavoro di Valerio Massimo Manfredi entra nel vivo dell’azione militare e della campagna nell’Asia minore dell’alleanza greco-macedone.
Saremo al fianco di Alessandro e della sua ormai celebre compagnia, la ‘’Torma di Alessandro’’, Nearco, Efestione, Eumene, Filota, Tolomeo e Cratero, mentre li osserveremo lottare più volte contro l’esercito persiano in campo aperto, espugnare città-fortezza che nulla hanno da invidiare alla più celebre Troia espugnata dal leggendario Achille, e attraverseremo, regione dopo regione, tutta l’area mesopotamica giungendo fino in Egitto.
Questo è il tema trattato in questo secondo libro della trilogia partorita dalla mente di Manfredi, il quale cercherà di riprodurre i fatti avvenuti il più fedelmente possibile a come narrati dalle fonti storiche dell’epoca, arricchendo il tutto delle incredibili emozioni che i protagonisti dovevano aver certamente provato in quei momenti.
Manfredi non racconta solamente Alessandro mettendovi del proprio per quanto riguarda le emozioni dei personaggi e gli eventi privati, egli ripropone le vicende storiche con un accuratezza e una precisione che ha del maniacale. Scene, citazioni, nomi e luoghi vengono trascritti così esattamente come riportati dai diari di viaggio dei generali del condottiero macedone.
Il romanzo risulta scorrevole, ben scritto e dotato di una profondità narrativa seconda solamente al primo libro, oltre che ammantare la figura del re di Macedonia di un alone mitico e quasi divino. Insomma, a parer mio il primo libro ed il secondo possono essere considerati di pari merito dal punto di vista tecnico, mentre perde solo leggermente in profondità emotiva rispetto al suo predecessore, essendo maggiormente incentrato sull’azione militare del condottiero e sull’adrenalina degli scontri che sulla sua interiorità rispetto a IL FIGLIO DEL SOGNO. Tuttavia si tratta di qualcosa di malapena percettibile, e che anzi agli occhi dei fanatici di Alessandro passerà sicuramente inosservato come dettaglio. LE SABBIE DI AMON dunque ripropone il successo del libro precedente portando il lettore verso una nuova avventura entusiasmante e ricca d’azione.

COMMENTO PERSONALE: In questa seconda recensione della trilogia incentrata sulla figura di Alessandro ho sentito il bisogno di scrivere un mio personalissimo commento.
Sono un ammiratore del condottiero macedone fin da quando ero ragazzino, ho letto di lui e dei suoi amici in numerosi libri, sia romanzi che trattati storici, e ritenevo ormai di poter affermare con certezza di conoscere tutto quel che riguardava la straordinaria vita di questo personaggio.
Grazie a Valerio Massimo Manfredi però ho capito che nella vita non si finisce mai di imparare. Leggendo questo secondo romanzo mi sono imbattuto in una miriade di nomi mai sentiti prima, tra tutti quello dell’arcinemico di Alessandro, il generale Memnone, per poi andare alla regina di Caria, Ada, e molti altri.
Non essendo un semplice appassionato di storia ma avendo una vera e propria fissazione per questo personaggio, a mano a mano che tali nomi apparivano svolgevo ricerche incrociate tramite enciclopedie e internet per verificarne la veridicità, e ogni volta mi ritrovavo a dover dare ragione a quella voce dentro di me che diceva ‘’Manfredi ha svolto un lavoro degno di ammirazione’’. Ogni nome corrispondeva, ogni singolo evento poteva essere rintracciato in quelle fonti ( come l’Anabasi di Alessandro di Arriano ) che fino a quel momento avevo sempre ignorato, accontentandomi dei semplici libri di storia o enciclopedie multimediali.
Grazie a Manfredi ho capito che non esiste limite alla conoscenza, e proprio quando pensi di saper tutto relativamente a un determinato argomento, ti accorgi che in realtà il tuo percorso è solamente all’inizio e ancora molto deve essere svelato. Questo commento quindi vuole essere, più che un parere personale quale è già la mia recensione ( eh si, ci provo ad essere imparziale ma quando si parla di Alessandro una strana ansia mi assale e finisco sempre col metterci del mio ), un ringraziamento a questo autore che, grazie alla sua perizia e dettagliata ricerca, ha portato ai miei occhi frammenti della vita del macedone che fino a quel momento ignoravo totalmente, ampliando il mio bagaglio culturale in materia. Grazie Valerio!

Yvan Argeadi

VOTO:
Libro perfetto da leggere assolutamente

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