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venerdì 3 febbraio 2012

Il tiranno di Valerio Massimo Manfredi - Recensione a cura di Yvan Argeadi


TRAMA

406 a.C., Cartagine invade le colonie greche della Sicilia. Ad una ad una, le città vengono espugnate, le popolazioni deportate, e il suolo siculo si sarebbe macchiato presto del sangue dei suoi stessi abitanti.
Un uomo solo possedeva le capacità decisionali e le doti strategiche per fronteggiare il temibile nemico, il suo nome era Dionisio, ex ufficiale dell'esercito siracusano agli ordini di Ermocrate.
Dotato di spirito combattivo, grande intuito, pensiero laterale e una dialettica demagogica formidabile, il giovane ufficiale vedeva, nella democrazia, il più grande ostacolo alla salvaguardia della sua terra natia, costantemente sotto attacco dalle milizie cartaginesi giunte dal nord Africa.
Affinchè una decisione in ambito militare potesse essere messa in atto con effetto imediato, occorreva scavalcare assemblee, giunte, votazioni e pareri popolari, e instaurare una dittatura mirata più che altro a preservare la grecità della Sicilia che a sottometterne gli abitanti. E così avvenne.
In pochi anni Dionisio riuscì ad eliminare ad uno ad uno tutti i suoi oppositori politici, e a dar vita a un autocrazia che si estese in breve in tutto il sud Italia.
Dionisio passò alla storia come un Tiranno er via della durezza con cui trattava i suoi nemici, gli oppositori e chiunque non condividesse la sua visione del mondo.
Apportò numerose innovazioni in ambito militare, creando nuove terribili macchine da guerra come le catapulte e una nuova micidiale flotta d'attacco, fece erigere attorno a Siracusa la più imponente e impenetrabile cinta muraria che si fosse mai vista fino a quel momento, e dopo un finto accordo con i Cartaginesi, li ricacciò dal territorio siculo riaffermando la supremazia dei greci.
Dionisio non si impose solo in ambito militare, ma anche in campo artistico e culturale le sue passioni ebbero un notevole influsso.
Insomma un tiranno certo, ma senza il quale il destino di un intera nazione sarebbe stato segnato.

RECENSIONE

Questa è a grandi linee la trama de Il Tiranno di Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore di fama internazionale di cui ho già ampiamente parlato in questa sezione del blog.
Il libro risulta scritto con un linguaggio raffinato ma al contempo scorrevole. Manfredi è stato capace di infondre nel protagonista un carisma davvero notevole ( seppur non all'altezza di quello di altri eroi storici da lui raccontati ), e di trattare temi di politica anche odierni capaci di catturare l'attenzione del lettore e indurre a serie riflessioni.
I colpi di scena non mancano, lo stile Manfrediano è riconoscibile fin dala primo quarto di pagina e se siete appassionati di storia questo libro, pur non essendo a parer mio un capolavoro indimenticabile, fa certamente al caso vostro. Un buon romanzo, molto accurato dal punto di vista dell'attendibilità storica ( e come potrebbe essere altrimenti? stiamo arlando di un libro scritto da Manfredi ), capace di farvi immergere perfettamente in quella mentalità retorica che da sempre caratterizza i più grandi tiranni della storia.

VOTO:
Non c'è male, lettura piacevole

Yvan Argeadi

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