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sabato 14 aprile 2012

Recensione di God of War di Matthew Stover e Robert E. Vardeman a cura di Yvan Argeadi

God of War, un nome che negli ultimi anni è diventato leggenda specialmente tra gli appassionati di videogames. Si tratta infatti di una popolarissima serie d’azione basata sulla mitologia greca, che vede come protagonista lo spartano Kratos, semidio figlio di Zeus. Originariamente guerriero prediletto degli dei dell’Olimpo, nel corso della saga diverrà il loro flagello.
Ma non è per parlare del videogioco che siamo qui, bensì del romanzo ufficiale ispirato al primo episodio della serie videoludica. Scritto a quattro mani con il supporto della Sony, God of War ripercorre le vicende del primo videogioco approfondendole con retroscena inediti.

Trama:
Il vento sferzava facendogli raggelare la pelle provata da interminabili battaglie e uccisioni. Il suo animo era stato segnato per sempre. Il suo cuore era ormai diventato troppo duro per provare una qualsiasi forma di sentimento che non fosse puro odio.
Aveva lottato, assassinato, distrutto e flagellato nel nome di Ares. Le portentose lame che tramite catene indistruttibili erano state fuse con la sua stessa carne erano la prova di quell’alleanza con il dio della guerra, un alleanza tradita solo da un sordido inganno.
Lui era Kratos, il ‘’pugno di Ares’’, o il ‘’fantasma di Sparta’’ come lo chiamavano altri. Dove passava lui la vita smetteva semplicemente di esistere, nessuno trovava scampo quando il generale spartano decideva di dichiarare guerra a una città. Non importava chi avesse avuto davanti, se uomini, donne o perfino bambini innocenti, chiunque finisse a portata della sua lama diventava irrimediabilmente cadavere. Così fu, per dieci interminabili anni, fino a quel giorno maledetto, nel tempio. Un peccato troppo grande da lavare via con il sangue, un delitto la cui memoria rimase impressa indelebilmente sulla pelle del guerriero. Ares l’aveva ingannato, portandolo a compiere un atto che persino lui, Kratos, considerato da alcuni come la morte fatta uomo, non poté perdonarsi.
Da allora le continue visioni di quel terribile gesto l’hanno accompagnato, fino ad oggi.
Davanti a lui il baratro, un solo passo, e poi il vuoto. La caduta interminabile che segna l’ingresso nel regno di Ade. Tuttavia qualcuno ha piani diversi per il guerriero, forse non tutte le divinità gli sono avverse come lo fu Ares.
Atena, dea della saggezza e della scaltrezza militare, trae in salvo lo spartano, e con la solenne promessa di perdonare i suoi peccati lo incarica di un compito che porterà Kratos a viaggiare tra mari e monti, deserti, labirinti, affrontando pericoli e mostri mitologici di ogni sorta, per poter salvare la città della dea, Atene, attaccata niente meno che dal bellicoso Ares. Quale occasione migliore per Kratos di liberarsi in un colpo solo degli incubi che lo tormentano e al contempo vendicarsi del suo ex benefattore? Il viaggio alla scoperta del modo per uccidere un dio ha inizio, nulla è come sembra e l’impresa sarà tutt’altro che in discesa.



PREGI
Il romanzo è scritto con un linguaggio semplice e intuitivo, è ricco d’azione ad ogni passo e proprio quando questa comincia col diventare monotona e noiosa si passa alla strategia e all’astuzia, tenendo alto il ritmo dell’avventura fino all’incredibile epilogo che ha dato inizio ad una delle saghe videoludiche più famose di tutti i tempi.
L’antefatto sui trascorsi di Kratos è quanto di più appagante possa trovare un appassionato di romanzi splatter, con numerose scene cruente o a luci rosse certamente non adatte ad un pubblico di giovanissimi.
Molto interessante anche, per tutti gli appassionati del videogioco, la presenza di eventi inediti il cui svolgimento è parallelo alle avventure di Kratos e che di conseguenza nel videogioco non poterono essere rappresentati. Insomma una sorta di restaurazione del copione originale dell’opera.
Insomma, un avventura capace di tenere con il fiato sospeso dalla prima all’ultima riga, che dimostra anche una certa conoscenza in ambito mitologico degli autori.

DIFETTI
God of War non è esente da alcuni difetti, per lo più a livello ortografico a causa forse di una traduzione frettolosa e superficiale dovuta ad esigenze di mercato. Ma anche la coniugazione temporale o verbale certe volte sconfina in territori sconosciuti alla nostra lingua italiana.
A livello narrativo, e come ci si poteva aspettare da un titolo che letteralmente significa ‘’Dio della Guerra’’, manca di sentimento, almeno nella parte in cui viene narrato il passato del protagonista prima che dedicasse l’anima alla guerra e al massacro. Nello stesso videogame God of War Chains of Olympus viene mostrato, in un determinato livello di gioco, come sarebbe stato Kratos senza la sua irrefrenabile sete di sangue ( e quindi come si presuppone che fosse nel momento stesso in cui aveva deciso di avere una famiglia ), e personalmente mi aspettavo che questo romanzo, ricco di retroscena sui suoi trascorsi antecedenti all’incontro con Ares, rivelasse qualcosa di più su quello che doveva essere il suo lato umano, ma purtroppo non è stato così. Pazienza, in fin dei conti a questo libro ci si avvicina chi ha già familiarità col videogioco e quindi è già da molto avvezzo alla brutalità dl protagonista.

IL PROTAGONISTA

Kratos non è certamente un eroe dedito alla giustizia come lo potevano essere altri semidei greci ( Teseo, Perseo, Eracle ecc ), ma anzi ci troviamo davanti ad un brutale e sanguinario guerriero assassino che aveva come unico scopo della vita il massacro indiscriminato, e che ora ha sostituito quella sete di violenza con una ancora più grande: la vendetta.
Spicca una scena che, più di tutte, fa capire bene la personalità del protagonista. Durante la sua attraversata delle strade di Atene, ricolme di civili che fuggono in ogni direzione per fuggire ai mostri che Ares ha scagliato sulla città, Kratos non si fa problemi a sguainare le sue armi per eccellenza, le Lame del Caos, spade divine forgiate negli Inferi e fissate tramite delle catene alla sua stessa carne. La particolarità di queste lame è la loro capacità di assorbire il sangue delle proprie vittime, per ripristinare la salute fisica del possessore. E così il nostro ‘’eroe’’, senza il minimo scrupolo, si fa strada tra la folla a colpi di spada, mietendo vittime innocenti al solo scopo di farsi largo e ripristinare la sua energia. Questo piccolo spoiler che vi ho anticipato è solo un assaggio di quella che è la vera indole brutale e feroce di Kratos, uno dei più grandi anti eroi che sia mai stato creato. Prendete coscienza del fatto che colui nel quale dovete immedesimarvi durante la lettura è un guerriero la cui umanità è andata perduta ormai da anni ( dal giorno in cui si macchiò di una colpa così grande che nemmeno lui riesce a perdonarsi ), ed eviterete di farvi inutili problemi morali riguardanti le azioni che gli vedrete fare nel corso della sua avventura.
Insomma nel complesso un personaggio davvero ben riuscito, che riscrive i canoni di quello che oggi viene considerato un eroe ( colui che lotta per gli altri ) in contrapposizione a quello che normalmente viene considerato il cattivo ( colui che lotta per se stesso ), scardinando le vostre certezze in merito alla distinzione tra bene e male.

CONCLUSIONE
Un libro consigliatissimo a chi ha seguito il videogame, o ha intenzione di incominciare a giocarci. Lo troveranno molto stimolante anche gli appassionati di mitologia ( come il sottoscritto ). Per tutti gli altri però consiglio altre letture in quanto, essendo una storia collegata alla trama di un prodotto a cui magari non siete avvezzi, potrebbe lasciarvi un po’di amaro in bocca.

VOTO:
Grande aggiunta alla mia biblioteca, lo consiglio davvero

Yvan Argeadi

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