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mercoledì 16 maggio 2012

Gli speciali de "La Stirpe di Agortos": Agortos, questo sconosciuto


Ed eccoci arrivati al primo degli speciali de "La Stirpe di Agortos" dove vi condurremo alla scoperta del mondo ideato da Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni).

"AGORTOS, QUESTO SCONOSCIUTO"

In molti si saranno chiesti: ma nel libro della Stirpe di Agortos....Agortos dov'è?
E' una domanda che mi sono posta anche io alla fine della scrittura della Prima Generazione. Agortos sebbene sia il motore della saga, colui che dà inizio a tutto, non è presente nel libro se non nel breve prologo iniziale e nelle memorie delle sue figlie e di chi lo ha amato quando era in vita. Sono i protagonisti stessi che ci parlano e ci descrivono la figura di Agortos, altrimenti non ne sapremmo nulla.
Quando ho creato Agortos, e vi parlo di molti anni fa, ero molto confusa riguardo la sua personalità. All'inizio doveva essere un cavaliere senza macchia e senza paura, poi un alchimista e mago, alla fine si è rivelato essere una persona comune che ama la sua Terra più di se stesso. Lui vive nella mia mente come vive nella fantasia del lettore quando affronta per la prima volta la lettura della Stirpe. Non si è ancora conquistato uno spazio “letterario”, ecco perché inizio gli speciali parlando proprio di lui.





"Tutta la terra è un'inesauribile fonte di energia e potere. Credo di averlo sempre saputo, fin da quando appresi i primi rudimenti naturali presso i monaci del monastero di Apator, nella terra dell'Eptacandro. Mi parlavano degli Dei e di come si manifestassero attraverso i doni della Natura."    



La curiosità di Agortos verso tutto quello che lo circonda non nasce dal nulla. Proveniente da una famiglia benestante, frequenta fin da giovane il monastero di Apator.
Non guardate però alla parola monastero con il significato che conosciamo; tenete sempre presente che l'Egucron è una terra immaginaria, il periodo storico (se così si può definire) è uno pseudo-medioevo completamente rivisitato. Nel mio racconto l'accezione monastero sta a indicare il luogo dove, per dirla con le parole del libro della prima generazione “ragazzi di origini più che modeste apprendevano fin da giovani il latino, l’oratoria e la grammatica.”. Ma Agortos, grazie soprattutto alla sua spiccata intelligenza e fantasia, capisce che le regole e gli insegnamenti dei monaci sono nulla a confronto dell'esperienza reale. Inizia così il suo girovagare per la terra “Io Agortos, che rinnegai mio padre e la mia famiglia per avventurarmi lungo le vie impervie del mondo...”.

Tipetto tosto e anticonformista, il nostro Agortos. Giudicato pazzo da molti, rifiuta le regole sociali e vive una parte della sua vita nei boschi. Solitario e misantropo? Forse. Bastano le parole di uno dei personaggi della Stirpe a descrivere il modo in cui tutti lo dipingono:
“Era sempre stato un individuo bizzarro, poco avvezzo alla discussione, sempre isolato nei suoi ragionamenti; questo invece lo rammentava bene. Era solito partire per settimane intere, verso luoghi della terra che Feude ignorava totalmente.”


Agortos in fondo aveva solo scelto la sua strada, una scelta radicale la sua, che comporterà conseguenze anche per la sua discendenza.
"La mia stirpe ne verrà coinvolta, riconosceranno i segni poiché essi sono stati già tracciati sulla loro via."

Nel libro si parla poco anche di lei, la ragazza che da sola riuscì a distogliere Agortos (seppur per poco tempo) alla sua missione di “esplorare la parte mistica di quel mondo magico che è l'Egucron”.
Ierèa.
Un giorno scriverò di loro, promesso. Per ora vi basti sapere che lei lo assecondò nelle sue ricerche e divenne prima sua complice, poi sua amante e infine moglie e madre. Anche Ierèa era figlia di persone abbienti, ma proprio come Agortos lasciò tutti i beni materiali per dedicarsi agli studi dei fenomeni naturali (ogni riferimento a personalità realmente esistite che preferisco qui non citare è puramente casuale).
La scelta di vita dei due desterà sospetti e critiche; come del resto accade a tutti noi quando intraprendiamo un cammino solitario per il raggiungimento di qualche scopo personale. Ecco perché Agortos e Ierèa sono molto vicini a me e forse a qualcuno di voi.

A volte mi capita di pensare che lavorerò sulla Stirpe come George Lucas fece per Star Wars. Iniziare dalla fine per tornare al principio. Non nego la possibilità di scrivere un libro (o forse due o tre chissà) sulle avventure di Agortos, su questo ragazzo sregolato che molla tutto per inseguire le sue aspirazioni.

La fine di Agortos è scritta nel destino che ha scelto. Non aggiungo altro per non rovinarvi la sorpresa, ma come tutte le ossessioni alla fine ne è rimasto vittima. Senza alcun rimpianto, naturalmente.
Agortos è tra i personaggi fino ad ora partoriti dalla mia fantasia al quale sono più affezionata. Questo spiega il perché ho voluto dare a lui e alle generazioni una seconda opportunità. Un mondo così non poteva restare racchiuso tra le quattro pareti della mia mente; a essere del tutto sincera sarei impazzita.
E poi mi è capitato di pensare spesso ad Agortos nel lungo periodo di pausa dalla scrittura che mi sono concessa; e ora sono curiosa quanto voi di scoprire come è arrivato a conoscenza della parte “magica” dell'Egucron.

Lascio l'ultima parola ad Anika, la minore delle sue figlie. Potrei stare ancora a parlare di lui per ore, scrivendo un post chilometri ed esagerato.
Ma nessuno meglio di lei saprà parlarvene:

- Non so chi fosse nostro padre. - rispose alzandosi in piedi - So solo che è stato un uomo di grande ingegno, con una spiccata curiosità verso quei fenomeni invisibili che ci circondano. Prima che noi nascessimo viaggiò molto per questa terra, scoprì piante e rocce nuove, studiò il comportamento di alcuni animali scoprendo che ce ne sono altri che l'uomo ignora completamente. Credeva che fosse al mondo unicamente per conoscerlo ed entrare in stretto contatto con lui.

E tu? Come Agortos sei curioso di scoprire tutto quello che ti circonda?

Vi lascio con una canzone che meglio di qualunque altra richiama il personaggio di Agortos.
Al prossimo speciale!



N.B: le immagini che trovate nel post sono prese da internet e appartengono ai rispettivi autori.
Citazioni da "La Stirpe di Agortos (Prima Generazione)" di Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) - Edizioni Rei.
Per qulunque altra informazione contattare l'autrice a questo indirizzo mail lastirpediagortos@libero.it

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