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mercoledì 23 maggio 2012

Gli speciali de "La Stirpe di Agortos": Airen e Anika, due sorelle a confronto.


Benvenuti al secondo appuntamento con gli speciali della Stirpe! Oggi vi parlerò delle protagoniste del libro, Anika e Airen due sorelle tanto diverse quanto legate dal medesimo destino.

"ARIEN E ANIKA, DUE SORELLE A CONFRONTO"

Il primo romanzo della Stirpe è un romanzo femminile. In molti me lo hanno detto. Il perché si spiega facilmente: le protagoniste sono due sorelle e sebbene sia Agortos a tessere le fila della sua catena di sangue, Anika e Airen sono tra le prime a rispettare il patto stipulato tra l'uomo e la Natura e a dare il via a tutto. A plasmare il loro destino e non solo.
Anika e Airen sono rispettivamente la minore e la maggiore delle figlie di Ierèa. Come recita anche la sinossi del libro “ Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata “.
La differenza tra le due è subito palese perché le ho collocate fin dalla prima pagina nel rispettivo luogo di “appartenenza”: all'inizio del libro ritroviamo Anika già immersa tra la vegetazione del bosco, mentre Airen è indaffarata a svolgere le sue mansioni a castello.

Nessuna pensa all'altra. Ciascuna è impegnata nella propria vita.

Anika (immagine di Elisabetta Baldan)
La tragedia comune le farà rincontrare e la morte di Ierèa sembra essere simbolo di questa ritrovata unione, come se la morte avesse in realtà dato inizio a qualcosa di nuovo e sconvolgente. Personalmente Airen e Anika sono tra le mie migliori amiche “immaginarie” (nel senso immaginate da me e inserite in un libro). In entrambe c'è qualcosa che mi appartiene, come se avessi scisso la mia personalità per creare due esseri distinti.

Anika è la ragazza sicura del suo operato, quella che sa cosa vuole dalla vita; e tra i suoi poteri quello che la contraddistingue è senz'altro la sensibilità.
E' attenta a ciò che la circonda, le scorre nelle vene l'insegnamento di suo padre, come se fosse nata per quello. Potrebbe sembrare all'apparenza una ragazza troppo sicura di sé, saccente magari. Egocentrica. Un po' folle (ricordate cosa vi avevo detto di Agortos la settimana scorsa?).
Ma chi non vorrebbe essere lei? Chi non vorrebbe svegliarsi la mattina con la consapevolezza di sapere come utilizzare la propria esistenza per non renderla vana e sprecarla? Sembra quasi che Anika già sappia tutto, la sua sicurezza a volte è fastidiosa quanto ammirabile. Lei appartiene alla Terra mistica tanto “studiata” da suo padre, lo sa e non si oppone. Non tentenna. Nemmeno quando le rivolgono delle accuse insensate o la tengono imprigionata. Vorrei avere la sua sicurezza a volte.

Airen (immagine di Elisabetta Baldan)
Airen è l'opposto. Confusa oltremodo da quello che faceva suo padre, cresce in un ambiente lontano anni luce dal bosco e dalle magie naturali. Stenta a credere a quanto vede e quanto sente da sua sorella, non le crede, la rinnega, è spaventata a morte perché teme che qualcosa possa turbare la quiete e la stabilità della sua vita e della sua posizione sociale (anche se a questo in parte ci pensa Siderin, il dispotico padrone del castello).
La verità di quanto faceva realmente suo padre le viene gettata addosso senza alcuna riserva, e metabolizzare sia il lutto che quelle informazioni le richiedono uno sforzo immane, al quale molti non avrebbero forse retto. Ma se è vero che il sangue di Agortos le scorre nelle vene allora avvertirà anche lei quel richiamo; o magari una semplice presa di coscienza le servirà a scuoterla e farle aprire gli occhi.  
“- Continuerò gli studi di nostro padre. - proseguì in tono risoluto Anika - E anche tu lo farai, perché è ciò che ci ha chiesto nostra madre. Non possiamo lasciare che le loro fatiche vadano perse. Airen si costrinse ad annuire. Le ci sarebbe voluto molto tempo per assimilare e comprendere bene il discorso di sua sorella. Non sarebbe stato facile per lei imitare l'esistenza di Agortos o di Anika, molte cose le erano ancora oscure.”

Due sorelle tanto diverse quanto simili. Un destino che le unisce, ma che le vedrà ancora divise alla fine della storia. Anika e Airen sono gli opposti della stessa medaglia, che si completano a vicenda. Le sicurezze dell'una danno conforto all'altra. I dubbi di Airen impallidiscono di fronte alla sicurezza di Anika. Temo che un libro o due non basterebbero a descrivere questi due personaggi. E' pur vero che per ogni mia “creatura” starei le ore a scriverne i pro i contro, l'inizio il viaggio e la fine. Vi basti sapere per ora che entrambe torneranno nel secondo libro della Stirpe, perché mi sembrava doveroso nei loro confronti. Soprattutto in quelli di Airen, così fragile e insicura sotto certi aspetti.
 Il legame che unisce le due sorelle è lo stesso che lega me alla storia di Agortos: così complesso, sfaccettato ma intenso. Spero che il lettore possa amare almeno una delle due; o magari entrambe. Sono eroine silenziose, pacate, senza alcun potere se non quello di amare così tanto la famiglia da continuare ciò che i loro genitori avevano iniziato.
L'ideale di Agortos diventerà il loro ideale senza troppe spiegazioni, anzi. La strada verso la conoscenza è irta di ostacoli e domande. Sole, come lo fu Agortos prima di loro, riprenderanno dove lui ha lasciato.
Mentre scrivo queste righe mi viene in mente un simpatico test della serie “sei più Anika o Airen?”. Se io dovessi rispondere verrebbe fuori un risultato equo. Vorrei rivolgere questa mia domanda a tutti quelli che hanno letto la Stirpe e confrontare i risultati; sarei davvero curiosa di sapere a quale delle due sorelle il lettore si rispecchia di più..

Anika e Airen (immagine di Elisabetta Baldan)
E per concludere questo secondo viaggio nella terra dell'Egucron, vi lascio con uno dei passi più importanti del libro, dove Anika e Airen si confrontano per la prima volta dopo moltissimo tempo.

- Chi era nostro padre? - domandò (Airen) 
Anika le rivolse un’espressione interrogativa. E prima che potesse aprire bocca sua sorella proseguì: - Intendo dire - si corresse Airen - chi era per osservare così tanto la natura, per scrivere di pietre, piante e di queste strane creature che forse solo lui aveva visto? Perché ci lasciava sempre per compiere lunghissimi viaggi, e perché non era... come tutti gli altri? Fece una breve pausa per prendere fiato e poi continuò: - Quando stipulò quella maledetta convenzione con Siderin, nostro padre mi lasciò un cofanetto di legno con all’interno pietruzze e foglie secche. E ancor prima di lasciarmi andare al castello, mi accennò di poteri delle pietre e delle piante. Per quale ragione lo fece? 
Anika guardò sua sorella e abbozzò un sorriso. <b>Cresciute in modi differenti, ma tormentate dagli stessi quesiti. Agortos doveva averlo predetto. Non erano poi così diverse; non lo sarebbero mai state</b>.
 Anche Anika si era posta spesso quelle domande; suo padre l'aveva lasciata senza darle molte spiegazioni su ciò che faceva, sul perché compiva così numerosi viaggi o sul motivo per cui preferiva trascorrere il suo tempo nei boschi anziché alla taverna del villaggio come facevano tutti gli altri uomini. Quelle erano domande alle quali Anika aveva cercato sempre di rispondere, e mentre indagava sulla personalità di suo padre inconsapevolmente ne acquisiva le caratteristiche divenendo alla fine come lui. 
- Non so chi fosse nostro padre. - rispose alzandosi in piedi - So solo che è stato un uomo di grande ingegno, con una spiccata curiosità verso quei fenomeni invisibili che ci circondano. Prima che noi nascessimo viaggiò molto per questa terra, scoprì piante e rocce nuove, studiò il comportamento di alcuni animali scoprendo che ce ne sono altri che l'uomo ignora completamente. Credeva che fosse al mondo unicamente per conoscerlo ed entrare in stretto contatto con lui. 
Fece una pausa. 
- E anche io. - rivelò. 
Airen ascoltò quelle parole senza aprire bocca, cercando di metabolizzarle il più in fretta possibile.


Se volete rileggere il primo degli speciali sulla Stirpe: Agortos questo sconosciuto  
Ringrazio Diletta per la disponibilità e Elisabetta per le immagini.
Al prossimo mercoledì!  

5 commenti:

  1. Bello!!! *_* vorrei propri leggerlo questo libro :O sembra stupendo!
    le due protagoniste sono davvero ben caratterizzate e la scena mi ha preso proprio!
    complimenti!

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    Risposte
    1. Grazie Lilly!!! Se vuoi maggiori informazioni puoi scrivere a questa mail: lastirpediagortos@libero.it
      :)

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    2. Grazie Lilly! Se vuoi maggiori informazioni puoi scrivere a questa mail: lastirpediagortos@libero.it
      :)

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