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mercoledì 30 maggio 2012

Gli speciali de "La Stirpe di Agortos": l'Egucron, una terra poi così non troppo lontana.



Nel terzo degli speciali della Stirpe vi parlerò della terra dove si svolgono le vicende di Agortos e della sua discendenza:

L'EGUCRON, UNA TERRA POI COSI NON TROPPO LONTANA


Per scrivere questo nuovo speciale della Stirpe sono andata a ripescare i primissimi appunti scritti a mano su fogli di quaderni volanti, che risalgono a parecchio tempo fa. Una serie infinita di nomi di persone e di luoghi da me inventati, ricavati da aggettivi e verbi greci. Non mi basterebbe un post per farne un elenco (mi riservo questa idea per il blog tour che partirà fra non molto), soprattutto perché in questa puntata degli speciali voglio condurvi per mano nel mondo partorito dalla mia fantasia. Iniziamo proprio dal nome: Egucron.
Suona un po' duro e anche difficile da pronunciare (chi mi legge ogni volta impazzisce per capire dove mettere l'accento XD). Egucron è il frutto di due parole greche contratte e modificate per ottenere un risultato melodicamente più orecchiabile e pronunciabile: l'aggettivo ἐγγύς (vicino) mescolato alla parola χρόνος (tempo).
Se dovessimo pronunciarlo in italiano diremmo più o meno, la terra del “tempo vicino”. Ma prima di spiegarvi il motivo di questa scelta da me adottata, volevo mostrarvi l'Egucron così come lo ha riprodotto Tania Cecchetti, con la supervisione di Elisabetta Baldan, da un mio vecchio disegno fatto a mano.

L'Egucron

Qui potete trovate i nomi dei luoghi del primo libro e altri che verranno menzionati più avanti, negli altre generazioni della saga. La terra del “tempo vicino”.
Volevo che l'Egucron non fosse un mondo troppo distante dalla nostra immaginazione, e che sebbene sia una terra non esistente rappresentasse però o un luogo di rifugio per il lettore, o un posto dove poter rispecchiare il nostro presente. Nell'Egucron vige una società pseudo- medioevale. Dico pseudo perché comunque l'elemento fantasy predomina e La Stirpe non è affatto un romanzo storico.
Immagine presa da deviantart, tutti i diritti riservati


La terra di Siderin, i colli Atrugeti, per dirla coi termini che conosciamo, è una realtà feudale. C'è il signorotto di turno, e i servi che fanno capo sia a lui che all'Abate.

Questo tipo di società si riscontra anche negli altri regni che potete leggere nella cartina, ma che non vi sto qua ad elencare per non annoiarvi.
Ma a parte la struttura sociale dell'Egucron quello su cui m'interessa porre l'attenzione è il suo aspetto naturale e che dir si voglia “magico”. La Terra di cui vi narro è per la maggior parte inesplorata, un grosso polmone che respira aria incontaminata e pura. Un paradiso insomma.
Immagine presa da deviantart, tutti i diritti riservati

Foreste boschi e montagne circondano l'Egucron racchiudendolo in un'atmosfera all'apparenza tranquilla. Ma a parte questa dimensione idilliaca, il temperamento degli uomini e delle donne è molto simile a quello che possiamo riscontrare nella nostra realtà, perché i protagonisti non sono eroi o creature dai poteri prodigiosi, ma comuni esseri mortali che vivono la propria vita di ogni giorno misurandola con quel posto magico e sempreverde.
L'Egucron nasconde misteri e magie; tra le sue foreste e la dura roccia delle sue catene montuose ci sono cose che l'uomo ignora e che solo in pochi decidono di scoprire. Agortos è tra questi ultimi.
 L'illibatezza di una terra ancora tutta da svelare è un'idea che mi affascina. La Scoperta per l'uomo (che si tratti di nuovi mondi, di soluzioni scientifiche o tecnologiche) è stata per secoli una fonte di attrattiva e richiamo. Vorrei che il lettore si accostasse a questa terra come a un mondo nuovo tutto da scoprire assieme ai protagonisti della saga. Agortos e la sua discendenza ne sanno quanto il lettore di cosa si nasconde in quell'universo. Anzi, in alcuni casi siamo proprio noi a conoscere alcuni elementi che i personaggi ignorano (ad esempio i centauri che ritroviamo nel primo libro. Noi sappiamo chi sono gli esseri equini, Anika no; li denominerà solo alla fine.)
 Nella dedica del libro ho voluto di proposito far scrivere “a te lettore: benvenuto nell'Egucron”. Spero davvero che questo mio piccolo mondo immaginario possa essere di compagnia e possa magari essere d'ispirazione. E' come se, così facendo, vi regalassi una parte di me. Vi lascio come sempre con le parole tratte dal libro: 
Immagine presa da deviantart, tutti i diritti riservati


“Uscì fuori che il sole aveva appena illuminato la strada, sorgendo lesto da est. Avrebbe dovuto risalire fino al castello a piedi questa volta quindi non poteva perdere tempo. Eppure si sarebbe soffermata volentieri a rimirare la natura assolata, quella natura che suo padre aveva amato tanto, quei fenomeni che aveva a lungo osservato. Quasi si meravigliò di come i primi raggi del sole proiettassero luce sulle foglie degli alberi, conferendo loro colori tanto cangianti e diversi. Tantissime tonalità dello stesso verde, tantissime varietà di gradazioni sfumate a seconda di una foglia o di un'altra. Un tripudio di toni, profumi e riverberi. Un enorme calice dal quale succhiare conoscenza.”

Grazie per aver seguito anche questo speciale, al prossimo mercoledì!
E se vi siete persi i precedenti:

Agortos, questo sconosciuto.
Airen e Anika, due sorelle a confronto.  

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