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sabato 26 maggio 2012

Recensione di Paradiso Perduto di John Milton a cura di Yvan Argeadi


Titolo: Paradiso perduto
Autore: John Milton
Editore: Mondadori
Collana: Oscar grandi classici


Recensione:
Poema epico pubblicato la prima volta nel 1667 ( dieci libri ) e una seconda volta nel 1674 ( dodici libri ) su modello strutturale dell’Eneide di Virgilio.
Dal punto di vista strutturale, non essendo io un esperto in materia di poemi, non posso certamente pronunciarmi e preferisco fare un passo indietro e lasciare ad altri il giudizio. Per tal ragione mi soffermerò esclusivamente sull’aspetto narrativo.
Il poema narra del peccato originale dell’uomo, da una prospettiva del tutto diversa. Protagonista della vicenda è infatti niente meno che Satana, l’angelo che a causa della sua ribellione fu destinato a dimorare eternamente nelle profondità siderali degli Inferi.
Satana è qui descritto come un condottiero giusto che ha lottato in favore di una libertà troppo a lungo negata e contrapponendosi alla tirannia di Dio e delle sue leggi mirate a far eseguire quello che secondo la sua morale è il bene.
E proprio qui si colloca la presa di posizione di Satana, dipinto come oggetto di ammirazione, da emulare e celebrare come un vero eroe. Egli lotta duramente per sconfiggere i suoi stessi timori e debolezze, esponendosi per primo ai pericoli, per dare con il suo esempio un modello di lotta per un ideale di democrazia e libertà.
Tuttavia, con la sconfitta, e la successiva caduta negli Inferi, comincia a progettare la sua rivalsa nei confronti dell’odiato padre, e per sfiaccarlo nell’animo decide di ricorrere ad un mezzo molto più subdolo e silenzioso, oltre che indiretto. La tentazione, usata come arma per portare l’umanità intera dalla sua parte.
E’ qui dove, con abile maestria, Milton riesce a mutare l’animo del protagonista, da eroe libertario quale era inizialmente, a malefico e demagogico tentatore, disposto a sopportare qualunque afflizione, pur di rovinare la creazione di Dio. Disposto a diventare egli stesso il male, pur di affrontare in una posizione di parità colui che da quel momento sarebbe stato celebrato come sommo bene.
Possiamo dunque notare come i concetti di bene e male possano essere estremamente relativi, oltre che mutabili nel tempo. Ciò che è considerato bene per alcuni ( l’obbedienza e la sottomissione al creatore ), per altri può essere male. Ciò che è male ( la libertà di essere padroni della propria vita ) per taluni può essere il bene. E per finire, ciò che è il vero male ( la sottomissione ), può essere vista come un bene, se il vero bene ( la libertà ) viene raggiunta danneggiando degli innocenti per semplice diletto e desiderio di vendetta nei confronti di terzi. L’insegnamento sottile che Milton cerca di trasmettere con i suoi versi, è che il fine non giustifica mai i mezzi, e che essere convinti del contrario può anche produrre dei risultati, ma a rischio di mutare il bene per cui si è lottato ( la libertà ) in male, e il male ( la sottomissione ) in bene, essendosi la prima affermata con la sofferenza di innocenti, e la seconda con l’armonia.
Come ultima considerazione deducibile dalle righe di questo poema, la demagogia, che si rivela alla fine come un mantello che nasconde i veri intenti di Satana, molto diversi da quelli con cui, inizialmente, la guerra celeste era stata intrapresa; e l’incapacità degli uomini, a migliaia e migliaia di anni di distanza da quegli eventi, di saper distinguere, dopo tanti capovolgimenti di fronte, il vero bene dal vero male.
Insomma un grandissimo capolavoro narrativo e soprattutto etico e psicologico, capace di stravolgere le convinzioni di tanti, colpire molti, ma far riflettere pochi. Consigliatissimo se siete appassionati di epica.
Scelgo di chiudere questa recensione con un mio consiglio personale, una semplice verità a cui, nel poema, né Dio né Satana riescono ad arrivare, e che avrebbe impedito il conflitto originale tra bene e male:

"Usare la libertà per arrecare danno all’innocente è un grande male, ma negare la libertà di scegliere è un male altrettanto grande. Giudicate la colpa quando è, e non quando potrebbe essere"

VOTO:
Libro perfetto da leggere assolutamente


4 commenti:

  1. questo classico mi mancava veramente ma per la tematica mi attira
    penso però che sia volumetricamente impegnativo, o sbaglio?

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    1. Le pagine sono esattamente 728 però considerando che c'è il testo inglese a fronte, quelle italiane sono 364! Inoltre l'edizione della Mondadori è piccola e contiene anche una prefezione, una post - fazione ed un indice dei nomi.
      E' impegnativo a livello interpretativo, quello si. Tuttavia se sei un'appassionata del genere, consideralo un acquisto obbligato.

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  2. bellissimo libro!!da leggere assolutamente!

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