Cerca nel Blog

mercoledì 20 giugno 2012

Gli speciali de "La Stirpe di Agortos": Donamis e Sofrenus, gli anti-eroi


DONAMIS E SOFRENUS, GLI ANTI-EROI


In questo ultimo speciale della Stirpe tutta l'attenzione è rivolta a due personaggi maschili che sembrano far solo capolino nella prima generazione, ma che in realtà sono indispensabili per l'intera saga.
Sto parlando di Donamis e Sofrenus. Il giovane ricco e il monaco ubbidiente.
Entrambi travolti dallo stesso destino di Airen e Anika. In effetti pensandoci bene sono loro due gli “uomini” delle sue sorelle. Donamis ama Airen e ha a che fare con le sue incertezze. Sofrenus incontra Anika e si scontra con la sua risolutezza.
Due figure maschili che affiancano le due figure protagoniste femminili e che saranno alla fine dalla loro parte, ancora del tutto ignari e incerti di quello che li aspetta. Inizierei parlandovi di Sofrenus, quello che mi piace definire come il personaggio del “dubbio”.
Sofrenus è un giovane rampollo di una ricca famiglia costretto a studiare nel monastero e a servire i capricci dell'Abate. Sembra che la sua vita gli scorra davanti senza essere capace di fermare quella giostra impazzita degli eventi e scendere e lottare per la sua libertà.
E' lui che detta ai contadini del villaggio le regole del contributo della fede pur non condividendole. Ma l'obbligo che ha per l'abito che indossa lo costringe a farlo.

«Sofrenus, si era tenuto un discorso a memoria. L'Abate era stato chiaro: poche parole, ma efficaci. Non stare a perdere tempo con quella gente. Tutti gli occhi erano puntati su di lui e la prima cosa che gli venne in mente fu di scendere e scappare via. Per un istante il suo sguardo incrociò quello di Anika, ma Sofrenus era troppo preoccupato per soffermarsi sulla ragazza o su chiunque altro. Si schiarì la voce e stette attento a non muoversi. Il palchetto era pericolante, lo avevano avvertito» 

 Sarà l'incontro con Anika a cambiargli la vita. Di fronte al coraggio e all'ostinatezza della ragazza, così attaccata al credo del padre, le sue domande su cosa è giusto e cosa è sbagliato si faranno sempre più frequenti mettendo in discussione tutta la sua vita. Perché una ragazza all'apparenza così fragile sfida le regole dell'Abate a costo di essere imprigionata e interrogata? Cosa la rende così diversa dagli altri? Sofrenus trova una risposta molto semplice: il coraggio di saper accettare se stessi e restare saldi nelle proprie convinzioni. Cosa che al giovane monaco è sempre stata negata. Sofrenus resta quasi incantato dalle parole di Anika, quelle che scrive di suo pugno nella pergamena che lui senza spiegarsene la ragione si prende la briga di conservare. Sofrenus vuole essere come Anika: libero di potersi esprimere. E vi prometto che lo farà. Inutile negare che nel secondo libro avrà la sua seconda occasione.

Così come avremo il gradito ritorno di Donamis.
Il ragazzo appare subito dalla prime pagine come un giovane tormentato e malinconico.

«Gli occhi malinconici di Donamis fissavano quei territori ancora bui sperando in realtà che il nuovo giorno non arrivasse. Tutto avrebbe ripreso inizio: le liti con suo zio, il suo girovagare per le strade del villaggio fino alla taverna, maledire la sua vita e la sua incapacità di porvi fine. Non era mai stato ben accolto in quel luogo; e in quelle mura che avrebbero dovuto appartenergli per discendenza, non si era mai sentito a casa.»

Detestato dalla zio che detesta a sua volta, sogna come Sofrenus la libertà. Non gli interessano i castelli e le ricchezze, ma solo poter vivere in tranquillità. La pace Donamis non la trova nelle taverne che frequenta, in una libertà fittizia, ma solo quando si trova accanto ad Airen. La stessa Airen che gli sconvolgerà l'esistenza perché se Sofrenus verrà colto dal dubbio, Donamis verrà completamente spiazzato e travolto dal destino. Lui viene a contatto in piccola parte con la magia dell'Egucron, i centauri lo aiuteranno a uscire dal bosco così come gli faranno incontrare Anika.
E' chiaro oramai che la saga delle generazioni si fonda sul presupposto che se qualcosa deve avvenire allora accadrà. Non ci sarà nulla che possa impedire un incontro o un evento se è ciò che l'Universo desidera per noi. Donamis nel libro ne è la prova.
Lui ama Airen, la dolce ragazza tanto vessata da suo zio. E vorrebbe trascorrere l'esistenza con lei più di ogni altra cosa. La Natura rappresentata dai centauri lo sa. E sa anche che quel giovane all'apparenza senza alcuna predisposizione saprà aiutare Airen a intraprendere il cammino scritto nel famigerato patto stipulato da Agortos. Donamis non è il solito eroe senza macchia e senza paura. Il lettore se ne rende conto subito e magari può rimproverarmi il fatto di averlo in qualche modo dipinto come un ragazzo insicuro e incerto sul da farsi. Ma Donamis è proprio così: detesta suo zio, detesta la sua vita, disprezza ogni cosa e questo suo odio si trasforma in apatia. E c'è una sola cosa che può salvarlo, anzi forse due. L'amore e la consapevolezza finale che qualcosa di magico si nasconde nel mondo.
Personalmente io l'adoro. E lui si riscatterà, esattamente come Sofrenus. I due hanno in comune molto di più di quello che non dimostrano. E anche se restano nascosti nell'ombra si presagisce già che avranno un posto più importante in quel mondo fantastico.
Donamis è insicuro ma molto protettivo nei confronti di Airen. Sofrenus è confuso, ma allo stesso tempo molto incuriosito da Anika.
Aspetto con voi, con ansia, il loro ritorno.


E qui finisce questo viaggio attraverso gli speciali della Stirpe.
Vorrei ringraziare Diletta e l'Atelier per aver ospitato i miei pensieri e mi sono accorta, scrivendo quasi con occhio critico queste puntate, di particolari a cui avevo dato poco conto. Ho riscoperto la Stirpe di Agortos assieme a voi.
Ringrazio voi, lettori, che mi avete letta e seguita. Potranno sembrare questi solo post in un blog, ma per me invece valgono molto. Tornerò a parlare della Stirpe qui nell'ambito del blog tour estivo che mi appresto a organizzare. E forse replicherò più in là questi stessi speciali nel mio blog chissà...

Vi lascio comunque i link nel caso ve ne foste perso qualcuno. Grazie ancora, un caloroso saluto da me, da Agortos e dalla sua Stirpe.

Agortos, questo sconosciuto
Anika e Airen, due sorelle a confronto
L'Egucron, una terra poi così non troppo lontana
Gli antagonisti della storia: Siderin e Feude
La Natura fantastica della Stirpe

1 commento:

  1. Ringrazio te Alessandra per aver condiviso con noi una parte di te, perché La stirpe di Agortos è parte integrante del tuo essere!

    RispondiElimina

I vostri commenti alimentano il mio blog!
Lasciate un segno del vostro passaggio e io sarò felice di potervi rispondere :)