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mercoledì 27 giugno 2012

The Bookaholic Chronicles #2: L'Originalità

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Articolo di Diletta Dike Brizzi

Qualche tempo fa io e Yvan stavamo parlando di un libro che aveva appena finito di leggere (Fantasy Lover di Sherrilyn Kenyon) e non abbiamo potuto fare a meno di notare come il mercato dei libri YA che fino a poco tempo fa era incentrato su romanzi che avevano come tematica principale vampiri e triangoli amorosi, sia ora preso d'assalto da ondate di romanzi mitologici.
Ricordando anche le parole di un'amica la quale aveva ricevuto una porta in faccia da parte di una casa editrice perche' il suo libro in quel particolare momento non seguiva la tendenza, mi domando se tali case editrici nello scegliere i romanzi da pubblicare si facciano guidare solo dal ritorno economico del tormentone del momento scartando a priori storie innovative ma il cui genere non si e' ancora affermato e quanto possa valere la pena affidarsi ad esse se per vedere il proprio libro pubblicato bisogna scrivere romanzi le cui storie sembrano fatte tutte con lo stesso stampino.
Un esempio lampante avvenuto al "tempo dei vampiri" e' la saga di Twilight, quella di The vampire Diaries e quella di True Blood benche' poi si sviluppino in modo diverso.
Un altro esempio e' Fantasy Lover della Kenyon e Schiavo del piacere della Showalter.

Voi che ne pensate? Diteci la vostra!

6 commenti:

  1. Veroooo!!!!
    È da sempre così, sono alcune case editrici poi che fanno le mode, quasi sempre americane, le altre seguono... uu"
    Io scrissi un romanzo con gli angeli, in tempi di vampiri e mi fu rifiutato per questo motivo... per questo ormai non scrivo più tentando di seguire la scia, è inutile, bisogna anticiparla!

    Prendendo spunto da questo post ne ho fatto uno sul mio, ovviamente ti ho linkato! :) http://lillyaylmersblog.blogspot.it/2012_06_01_archive.html

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    1. Con Yvan sto scrivendo un romanzo sulla mitologia da molto tempo, quando andavano di moda i vampiri (che comunque continuano ad andare di moda), e adesso che sta "spopolando" la mitologia con Starcrossed/Dreamless e altri libri, penso che sia il momento giusto per spedirlo alle case editrici.
      Purtroppo è vero, le mode vengono sempre e comunque dall'America, basta pensare ad Amanda Hocking, che ha spopolato oltre oceano e ora eccola qui.
      Molto spesso vengono privilegiati i libri stranieri piuttosto che quelli di autori italiani, che scrivono una storia originale ma che purtroppo a causa di queste mode, non vengono considerati o vengono presi in considerazione da case editrici che magari fanno un po' le furbette.

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  2. Io anche volendo non riuscirei mai a seguire le mode, perché poi mi ritroverei a personalizzare il tema ed ecco che torno a essere quella che "la fa fuori dal vaso"; perdonatemi l'immagine pittoresca. C'è un libro che stavo scrivendo (alle batture quasi finali mi sono fermata) che parlava di vampiri e angeli. Ho pensato "ok scriviamo qualcosa ALLA MODA" e invece ne stava venendo fuori un libro di monologhi dove niente è come sembra...Diletta tu sai come la penso in merito, io scrivo ciò che mi sento di scrivere, non per seguire mode. So che facendo questa scelta nessuna delle grandi mi accoglierà mai, ma non posso cambiare me stessa e la scrittura per "accontentare" gli editori. Fortuna che c'è molta gente che la pensa come me e come noi, sia lettori e che scrittori.

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  3. Ma permettetimi anche di aggiungere che si le Ce seguono le mode, ma siamo anche noi lettori che gleile imponiamo. Se compriamo libri che parlano di vampiri, è naturale che le CE grandi e piccole selezionano quel genere perché sanno che "vende". Le case editrici sono aziende non scordiamocelo, vendono un prodotto (sembra brutto da dire ma è così). Dovremmo anche noi lettori "ribellarci" a questo mercato di genere, ma credo che questa cosa non accadrà mai...

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    1. Questo non lo metto in dubbio tuttavia è anche vero che se non si dà possibilità a storie diverse di "emergere", non potranno mai nascere nuovi "tormentoni" con cui le stesse case editrici tirano su i soldi.
      Dovrebbero azzardare un po' ecco, però è anche vero che tante case editrici italiane puntano su libri stranieri, e ti sto parlando di grandi CE, selezionando però solo determinati autori ad esempio Amanda Hocking e Josephine Angelini, tralasciando autori come Aimee Carter.
      Per me una casa editrice dovrebbe esplorare i vari generi e pubblicare un po' di tutto nelle varie collane.

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