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domenica 29 luglio 2012

Gli speciali di Brûlant: Christian e Brigitte


Salve, benvenuti al secondo speciale della congrega ospitato dal Blog “Atelier di una Lettrice Compulsiva”. Prima di iniziare ringrazio te lettore per esser capitato da queste parti e Dike per l’ospitalità.

Oggi parleremo dei personaggi principali del romanzo: il Dott. Christian Lisi e Brigitte Fournier.
Seguendo il motto “Ladies first” inizierò dalla sacerdotessa Brûlant e dalla sua descrizione fisica.

La fata francese – come viene più volte definita dal suo Christian – è una ragazza di 24 anni, alta circa 1.80, capelli ribelli color rosso rame, carnagione chiarissima ed occhi color smeraldo. Ho voluto seguire per la creazione di questo personaggio l’iconografia classica della strega celtica sia per onorare un’autrice a me molto cara – Marion Zimmer Bradley – sia per allacciarmi ai prossimi volumi della saga dove scoprirete altri aspetti della ragazza.
Anche il suo nome non è stato scelto casualmente:

«Ma perché non accendete la luce?» le domandai vedendo l’ingente quantitativo di candele che accendevano per un rituale «Bride le lampadine non sono magiche come le candele».
Le sue risposte erano date con una tale dolcezza che nonostante il dubbio in testa mi rimanesse, annuivo soddisfatta per la spiegazione ricevuta.
Era l’unica che mi chiamasse Bride, nome originario gaelico della dea Brigid, ma fu troppo complesso spiegarlo al funzionario dell’anagrafe all’atto della registrazione della mia nascita. Ripiegò quindi per un molto più comune Brigitte.
«Bride è la dea patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori, tutti compiti che hanno bisogno della fiamma della conoscenza per esser portati a termine. Il fabbro ha bisogno del fuoco della fucina per poter forgiare il ferro, il poeta grazie al fuoco dell’ispirazione artistica riesce a comporre splendide storie e il guaritore non curerebbe nessuno senza il fuoco dell’energia guaritrice» mi diceva ogni volta che mi rifiutavo di ringraziare la dea.
Le mie coetanee mi prendevano spesso in giro perché nelle mie favole della buonanotte non c’erano principi azzurri, animali parlanti, sontuosi castelli o finali lieti.
Mia madre utilizzava per farmi addormentare i miti e le leggende del passato che ormai nessuno commemorava più. [Cit. Brûlant, Anita Borriello, pag 27]

Brigitte è una Brûlant dal XV secolo circa e come vi ho accennato nel primo speciale sulle sorelle, le Brûlant hanno stretto un patto con le divinità di ricordare ogni loro incarnazione per accelerare la loro evoluzione spirituale. Brigitte ricorda quindi ogni vita vissuta in precedenza e di conseguenza non commette errori grossolani, ha un carattere mite e mai e poi mai farebbe del male ad un altro essere vivente.
Il primo incontro fra i due innamorati avvenne nella prima metà del 1400 quando Brigitte faceva da assistente ad una strega di Benevento chiamata Mariana di San Sisto (figura realmente esistita e documentabile) che era Christian in una vita precedente. Purtroppo per uno stupido errore dell’allora Brigitte, Mariana fu mandata al rogo e il rimorso fu così grande per la giovane apprendista che decise di rincontrare quella donna nelle prossime vite entrando così a far parte della Congrega. Quello che Emma – questo il nome dell’apprendista - non aveva preventivato era sia che avrebbe condannato tutte le sue future esistenze alla consapevolezza del divino sia che si sarebbe innamorata dell’Archetipo e che lo avrebbe cercato in tutte le sue vite successive.

L’Archetipo, il Dott. Christian Lisi, è l’anima più antica in circolazione e con l’entrata dell’Era dell’Acquario (2012 circa) la sua morte avrà un ruolo fondamentale per l’intero genere umano, ovvero, quando l’Archetipo cesserà di esistere con questo ciclo naturale la sua anima non si reincarnerà più in forma umana ma verrà scissa in tante nuove anime che partiranno avvantaggiate con gli insegnamenti che ha ricevuto l’Archetipo in tutti i millenni di esistenze fisiche.
Le Brûlant hanno da sempre l’obbligo di controllare che nessuna congrega rivale si impossessi dell’anima dell’Archetipo prima della nuova Era per fini malvagi e mantenere così l’equilibrio. Altro obbligo della sorellanza era quello di non intrattenere con lui/lei una relazione sentimentale, dovevano osservarlo a debita distanza senza interferire apertamente.
Brigitte attratta da questo essere così speciale disobbedisce alla sacerdotessa madre e ai suoi obblighi innamorandosene e vita dopo vita gli gironzola intorno assicurandosi così che nessuno gli faccia del male.

Il romanzo inizia con Christian come voce narrante distrutto dal dolore perché è appena stato lasciato da Brigitte, non conosce la sua natura ancestrale né sa che la sua fata dai capelli rossi è una spiritualista Brûlant. Non voglio svelarvi tutta la trama del romanzo, vi basti sapere che i due si riavvicineranno grazie ad una piccola concessione da parte delle divinità.

Vorrei spendere due parole anche su Christian, un personaggio amato e odiato in egual misura. Molte persone, il mio Editor in primis, mi hanno palesato il loro dissenso per il protagonista maschile. Troppo ironico, troppo sarcastico, troppo scodinzolante verso la sua donna, troppo arrogante.
Christian è un uomo alto circa 1.75, corporatura gracile, capelli ed occhi castani. Non è il massimo della bellezza con il suo aspetto trasandato ma ha sempre affascinato le donne con carisma e cultura. Lavora come filologo presso l’IFI – Istituto Filologico Interdipartimentale – ed è molto famoso nel suo campo.
Usa il sarcasmo e l’ironia perché sono le più efficienti armi di autodifesa che conosce visto il suo aspetto fisico, o almeno finora perché dal prossimo capitolo della Saga – Indigo – l’Archetipo si manifesterà molto più spesso rendendo Christian forte anche sul piano fisico oltre che quello spirituale.

Christian è l’involucro materiale dell’Archetipo, anima antica che secoli prima è stata quella del dio egizio Thot e di Ermete Trismegisto. Per millenni ha visto il genere umano degenerare sempre di più dimenticando gli antichi insegnamenti che lui aveva lasciato. Sebbene l’Archetipo sia relegato nel subconscio del protagonista fa parte di esso, quindi se Christian esprime la propria antipatia verso gli altri esseri viventi è perché la sua parte ancestrale è stufa di veder commettere sempre gli stessi errori.
Avrei potuto creare un essere sovrannaturale docile e affabile come fanno moltissime mie colleghe ma ho voluto renderlo più umano possibile, con tutte le connotazioni negative del caso.

Christian e Brigitte sono la perfetta spiegazione del mio concetto di amore e del molto più ampio concetto di Anime Affini. La fata francese cerca e protegge quest’uomo/donna, secolo dopo secolo, vita dopo vita. Non è soltanto l’innamorata che guarda con gli occhi a forma di cuore il proprio uomo ma è ben consapevole della sua importanza per l’intero genere umano. Le loro anime sono predestinate nello stare insieme per un bene superiore e ricevono il premio per secoli di devozione.

Spero che questo secondo speciale della congrega Brûlant vi sia piaciuto, ci vediamo settimana prossima per il terzo che riguarderà le ambientazioni del romanzo.

Un abbraccio di luce
Anita B.

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