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mercoledì 11 luglio 2012

Salotto Letterario: intervista a Francesco Falconi, autore dell'ormai noto romanzo Muses

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Ciao Francesco benvenuto nell'Atelier di una Lettrice Compulsiva!
Cominciamo subito con l'intervista.
A che età hai cominciato a scrivere e quando hai capito che la scritura ti avrebbe portato lontano?
Se intendi che mi avrebbe portato lontano con la fantasia e l’immaginazione, dall’età di 14 anni, quando iniziai a scrivere. Che mi porti lontano in altri sensi, in tutta onestà, devo ancora capirlo. E va bene così, no?

Come sei entrato in contatto con la Mondadori per la pubblicazione del tuo primo libro?
In realtà è il mio tredicesimo libro, un percorso di sei anni, rodaggio e pratica. Per quanto riguarda Muses, ciò è avvenuto grazie alla mia agente, Vicki Satlow, che una volta concluso il romanzo l’ha proposto ad alcuni editori.

Devo ammettere di essere venuta a conoscenza del tuo nome con Muses (faccio mea culpa). Come è nato questo progetto? Ti aspettavi che avesse un così enorme successo?
Muses ha una genesi complessa, ci sono voluti quattro anni per concluderlo. È la storia di Alice, una ragazza nata e cresciuta nella periferia di Roma con un padre violento e alcolizzato e una madre incapace di difenderla e dimostrarle il suo affetto. La protagonista è una cantante rock, piena di tatuaggi e piercing, suona il violino elettronico. Si perde a Roma, cresce con compagnie sbagliate che le costeranno anche il carcere minorile. Dopo un incidente scopre di essere stata adottata e fugge a Londra per scoprire le sue origini. Qui scoprirà di essere reincarnazione della Musa della Musica.
È un libro a cui tenevo moltissimo, per questo ho aspettato anni prima di scriverlo. Volevo essere pronto, anche stilisticamente. Non si può prevedere mai il responso dei lettori, ma ero convinto di aver dato il massimo, e sentivo che il romanzo era vivo.

Il primo libro ci ha lasciato con il fiato sospeso, io per prima sono rimasta sconvolta. Non mi sarei mai aspettata che il "percorso" di Alice si concludesse in questo modo. Mentre scrivevi Muses, sapevi già fino a che punto si sarebbe spinta Alice?
Sapevo l’inizio. La fine. Il percorso centrale. Il titolo della prima sezione è Squander (dagli Skank Anansie, sprecata), quello dell’ultima è Masterpiece (Madonna, capolavoro). Si inizia con il dittico “Buio, silenzio”, il libro termina allo stesso modo, con le parole invertite. Nulla è casuale. Nel mezzo c’è il lungo percorso di crescita di Alice, di conoscenza di se stessa. Di perdita, di sofferenza, rinascita e accettazione. Il libro non poteva finire altrimenti. Sul mio blog, però, ho spiegato – con spoiler – il significato del finale che è stato spesso mal interpretato.

Nel secondo libro che stai scrivendo adesso, ci sarà forse qualche colpo di scena inaspettato? E soprattutto, tutti quei quesiti che hai lasciato volutamente irrisolti, arriveranno ad avere risposta? Si insomma, io sto ancora sperando di rivedere Alice, ecco!
In tutti i miei libri ci sono colpi di scena, è il mio modo di costruire le trame. Ogni risposta sarà svelata, ma sono certo che il lettore se ne porrà di nuove. Fai bene a sperare .

Oltre al secondo volume di Muses hai altri progetti editoriali?
Ho scritto un altro libro, ambientato a Firenze. Un progetto molto particolare, sempre dello stesso genere e linea di Muses, ossia gotico. Per adesso riposa, poi vedremo.

Osservando le copertine di Nemesis, si riconosce immediatamente il tocco dell'artsta Paolo Barbieri. La tua scrittura unita alla sua grafica formano il connubio perfetto. Devi essere senza dubbio orgoglioso di tutto il tuo lavoro! Ma per te che cosa è la scrittura? E la lettura?
Per Panorama scrissi:
« La scrittura non è un mestiere. Non è un hobby. Né una passione. È un’esigenza di cui non si può far a meno. Perché senza ti senti soffocare. E sai che è l’unico modo per liberare quella bestia che ti strangola. Se provi questo, allora vuol dire che hai una bella storia da raccontare. »
Frase che ancora mi rispecchia. La lettura è la palestra per uno scrittore, e linfa vitale per l’immaginazione.

 Nel tuo blog e su Facebook avevo notato alcune foto della tua libreria, o almeno di una parte di essa. Dunque anche tu sei un lettore compulsivo! Quali generi prediligi?
Nessun genere, anche se strizzo l’occhio al fantastico (i.e. fantasy, horror, fantascienza). Amo leggere libri di svariati generi.

Secondo te, quale libro non dovrebbe mancare nella libreria di un lettore compulsivo?
I classici che abbiamo letto a scuola, spesso controvoglia. Adesso, che siamo più adulti e senza costrizioni, possiamo goderli appieno. Per quanto riguarda la letteratura contemporanea, consiglio “La Strada” di McCarthy,

Nello svolgere il tuo lavoro/passione, c'è uno scrittore da cui trai ispirazione? Insomma, chi è la tua Musa?
Oggi come oggi, dopo diversi libri pubblicati, non ho una fonte primaria né uno scrittore di riferimento. La mia Musa ispiratrice è il mondo che mi circonda, le esperienze. Credo in Muses si capisca molto bene.

L'intervista è finita, grazie Francesco per la disponibilità e, attendendo il seguito di Muses, ti faccio i miei migliori auguri per tutti i tuoi progetti!
Grazie a voi, a presto!

3 commenti:

  1. Che bella recensione! Sbadata io, credevo che Muses fosse autoconclusivo, mi sa che per comprarlo aspetto che esca il seguito...

    Dato che ti piace il fantasy vorrei invitarti a partecipare al giveaway di "La profezia del lupo" sul mio blog, spero ti interessi!

    Ciao
    Fede

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    Risposte
    1. edit @intervista, non recensione. Il caldo mi fa stra-scrivere ^_^

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    2. Ciao, ora sono fuori ma appena torno a casa lo faro' sicuramente :)

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