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mercoledì 30 maggio 2012

Gli speciali de "La Stirpe di Agortos": l'Egucron, una terra poi così non troppo lontana.



Nel terzo degli speciali della Stirpe vi parlerò della terra dove si svolgono le vicende di Agortos e della sua discendenza:

L'EGUCRON, UNA TERRA POI COSI NON TROPPO LONTANA


Per scrivere questo nuovo speciale della Stirpe sono andata a ripescare i primissimi appunti scritti a mano su fogli di quaderni volanti, che risalgono a parecchio tempo fa. Una serie infinita di nomi di persone e di luoghi da me inventati, ricavati da aggettivi e verbi greci. Non mi basterebbe un post per farne un elenco (mi riservo questa idea per il blog tour che partirà fra non molto), soprattutto perché in questa puntata degli speciali voglio condurvi per mano nel mondo partorito dalla mia fantasia. Iniziamo proprio dal nome: Egucron.
Suona un po' duro e anche difficile da pronunciare (chi mi legge ogni volta impazzisce per capire dove mettere l'accento XD). Egucron è il frutto di due parole greche contratte e modificate per ottenere un risultato melodicamente più orecchiabile e pronunciabile: l'aggettivo ἐγγύς (vicino) mescolato alla parola χρόνος (tempo).
Se dovessimo pronunciarlo in italiano diremmo più o meno, la terra del “tempo vicino”. Ma prima di spiegarvi il motivo di questa scelta da me adottata, volevo mostrarvi l'Egucron così come lo ha riprodotto Tania Cecchetti, con la supervisione di Elisabetta Baldan, da un mio vecchio disegno fatto a mano.

L'Egucron

Qui potete trovate i nomi dei luoghi del primo libro e altri che verranno menzionati più avanti, negli altre generazioni della saga. La terra del “tempo vicino”.
Volevo che l'Egucron non fosse un mondo troppo distante dalla nostra immaginazione, e che sebbene sia una terra non esistente rappresentasse però o un luogo di rifugio per il lettore, o un posto dove poter rispecchiare il nostro presente. Nell'Egucron vige una società pseudo- medioevale. Dico pseudo perché comunque l'elemento fantasy predomina e La Stirpe non è affatto un romanzo storico.
Immagine presa da deviantart, tutti i diritti riservati


La terra di Siderin, i colli Atrugeti, per dirla coi termini che conosciamo, è una realtà feudale. C'è il signorotto di turno, e i servi che fanno capo sia a lui che all'Abate.

Questo tipo di società si riscontra anche negli altri regni che potete leggere nella cartina, ma che non vi sto qua ad elencare per non annoiarvi.
Ma a parte la struttura sociale dell'Egucron quello su cui m'interessa porre l'attenzione è il suo aspetto naturale e che dir si voglia “magico”. La Terra di cui vi narro è per la maggior parte inesplorata, un grosso polmone che respira aria incontaminata e pura. Un paradiso insomma.
Immagine presa da deviantart, tutti i diritti riservati

Foreste boschi e montagne circondano l'Egucron racchiudendolo in un'atmosfera all'apparenza tranquilla. Ma a parte questa dimensione idilliaca, il temperamento degli uomini e delle donne è molto simile a quello che possiamo riscontrare nella nostra realtà, perché i protagonisti non sono eroi o creature dai poteri prodigiosi, ma comuni esseri mortali che vivono la propria vita di ogni giorno misurandola con quel posto magico e sempreverde.
L'Egucron nasconde misteri e magie; tra le sue foreste e la dura roccia delle sue catene montuose ci sono cose che l'uomo ignora e che solo in pochi decidono di scoprire. Agortos è tra questi ultimi.
 L'illibatezza di una terra ancora tutta da svelare è un'idea che mi affascina. La Scoperta per l'uomo (che si tratti di nuovi mondi, di soluzioni scientifiche o tecnologiche) è stata per secoli una fonte di attrattiva e richiamo. Vorrei che il lettore si accostasse a questa terra come a un mondo nuovo tutto da scoprire assieme ai protagonisti della saga. Agortos e la sua discendenza ne sanno quanto il lettore di cosa si nasconde in quell'universo. Anzi, in alcuni casi siamo proprio noi a conoscere alcuni elementi che i personaggi ignorano (ad esempio i centauri che ritroviamo nel primo libro. Noi sappiamo chi sono gli esseri equini, Anika no; li denominerà solo alla fine.)
 Nella dedica del libro ho voluto di proposito far scrivere “a te lettore: benvenuto nell'Egucron”. Spero davvero che questo mio piccolo mondo immaginario possa essere di compagnia e possa magari essere d'ispirazione. E' come se, così facendo, vi regalassi una parte di me. Vi lascio come sempre con le parole tratte dal libro: 
Immagine presa da deviantart, tutti i diritti riservati


“Uscì fuori che il sole aveva appena illuminato la strada, sorgendo lesto da est. Avrebbe dovuto risalire fino al castello a piedi questa volta quindi non poteva perdere tempo. Eppure si sarebbe soffermata volentieri a rimirare la natura assolata, quella natura che suo padre aveva amato tanto, quei fenomeni che aveva a lungo osservato. Quasi si meravigliò di come i primi raggi del sole proiettassero luce sulle foglie degli alberi, conferendo loro colori tanto cangianti e diversi. Tantissime tonalità dello stesso verde, tantissime varietà di gradazioni sfumate a seconda di una foglia o di un'altra. Un tripudio di toni, profumi e riverberi. Un enorme calice dal quale succhiare conoscenza.”

Grazie per aver seguito anche questo speciale, al prossimo mercoledì!
E se vi siete persi i precedenti:

Agortos, questo sconosciuto.
Airen e Anika, due sorelle a confronto.  

sabato 26 maggio 2012

Recensione di Paradiso Perduto di John Milton a cura di Yvan Argeadi


Titolo: Paradiso perduto
Autore: John Milton
Editore: Mondadori
Collana: Oscar grandi classici


Recensione:
Poema epico pubblicato la prima volta nel 1667 ( dieci libri ) e una seconda volta nel 1674 ( dodici libri ) su modello strutturale dell’Eneide di Virgilio.
Dal punto di vista strutturale, non essendo io un esperto in materia di poemi, non posso certamente pronunciarmi e preferisco fare un passo indietro e lasciare ad altri il giudizio. Per tal ragione mi soffermerò esclusivamente sull’aspetto narrativo.
Il poema narra del peccato originale dell’uomo, da una prospettiva del tutto diversa. Protagonista della vicenda è infatti niente meno che Satana, l’angelo che a causa della sua ribellione fu destinato a dimorare eternamente nelle profondità siderali degli Inferi.
Satana è qui descritto come un condottiero giusto che ha lottato in favore di una libertà troppo a lungo negata e contrapponendosi alla tirannia di Dio e delle sue leggi mirate a far eseguire quello che secondo la sua morale è il bene.
E proprio qui si colloca la presa di posizione di Satana, dipinto come oggetto di ammirazione, da emulare e celebrare come un vero eroe. Egli lotta duramente per sconfiggere i suoi stessi timori e debolezze, esponendosi per primo ai pericoli, per dare con il suo esempio un modello di lotta per un ideale di democrazia e libertà.
Tuttavia, con la sconfitta, e la successiva caduta negli Inferi, comincia a progettare la sua rivalsa nei confronti dell’odiato padre, e per sfiaccarlo nell’animo decide di ricorrere ad un mezzo molto più subdolo e silenzioso, oltre che indiretto. La tentazione, usata come arma per portare l’umanità intera dalla sua parte.
E’ qui dove, con abile maestria, Milton riesce a mutare l’animo del protagonista, da eroe libertario quale era inizialmente, a malefico e demagogico tentatore, disposto a sopportare qualunque afflizione, pur di rovinare la creazione di Dio. Disposto a diventare egli stesso il male, pur di affrontare in una posizione di parità colui che da quel momento sarebbe stato celebrato come sommo bene.
Possiamo dunque notare come i concetti di bene e male possano essere estremamente relativi, oltre che mutabili nel tempo. Ciò che è considerato bene per alcuni ( l’obbedienza e la sottomissione al creatore ), per altri può essere male. Ciò che è male ( la libertà di essere padroni della propria vita ) per taluni può essere il bene. E per finire, ciò che è il vero male ( la sottomissione ), può essere vista come un bene, se il vero bene ( la libertà ) viene raggiunta danneggiando degli innocenti per semplice diletto e desiderio di vendetta nei confronti di terzi. L’insegnamento sottile che Milton cerca di trasmettere con i suoi versi, è che il fine non giustifica mai i mezzi, e che essere convinti del contrario può anche produrre dei risultati, ma a rischio di mutare il bene per cui si è lottato ( la libertà ) in male, e il male ( la sottomissione ) in bene, essendosi la prima affermata con la sofferenza di innocenti, e la seconda con l’armonia.
Come ultima considerazione deducibile dalle righe di questo poema, la demagogia, che si rivela alla fine come un mantello che nasconde i veri intenti di Satana, molto diversi da quelli con cui, inizialmente, la guerra celeste era stata intrapresa; e l’incapacità degli uomini, a migliaia e migliaia di anni di distanza da quegli eventi, di saper distinguere, dopo tanti capovolgimenti di fronte, il vero bene dal vero male.
Insomma un grandissimo capolavoro narrativo e soprattutto etico e psicologico, capace di stravolgere le convinzioni di tanti, colpire molti, ma far riflettere pochi. Consigliatissimo se siete appassionati di epica.
Scelgo di chiudere questa recensione con un mio consiglio personale, una semplice verità a cui, nel poema, né Dio né Satana riescono ad arrivare, e che avrebbe impedito il conflitto originale tra bene e male:

"Usare la libertà per arrecare danno all’innocente è un grande male, ma negare la libertà di scegliere è un male altrettanto grande. Giudicate la colpa quando è, e non quando potrebbe essere"

VOTO:
Libro perfetto da leggere assolutamente


giovedì 24 maggio 2012

Anteprima di "Wicked - I segreti delle sorelle Cahill", di Jessica Spotswood

Buona sera lettori compulsivi! Nonostante il mal di gola, il mal di testa ed un principio di raffreddore, eccomi qui con un'altra anteprima in uscita il 12 Giugno 2012 per la Sperling & Kupfer.


Titolo: Wicked - I segreti delle sorelle Cahill
Autrice: Jessica Spotswood
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 336
Prezzo: 16,90€
Pubblicazione: 12 Giugno 2012
Sinossi:
Cate Cahill ha sedici anni e una grande responsabilità: ha promesso alla madre morente di proteggere sempre le sorelle. Un compito tutt’altro che facile, visto che le tre sorelle Cahill sono streghe. E visto che una crudele confraternita di monaci le perseguita per metterle al rogo. Grazie al diario della madre, Cate scopre l’esistenza di un’eccentrica libraia e di suo figlio, il bellissimo Finn. Cate e Finn leggono i Libri Proibiti, dove si parla di un’antica profezia che sembra riguardare proprio le sorelle Cahill.

Booktrailer:


L'autrice:
Jessica Spotswood vive a Washington, D.C., con il marito e un gatto. Da bambina, dopo aver letto “Via col vento”, ha deciso di diventare una scrittrice.

Non so voi ma io lo attendo con ansia!

mercoledì 23 maggio 2012

Gli speciali de "La Stirpe di Agortos": Airen e Anika, due sorelle a confronto.


Benvenuti al secondo appuntamento con gli speciali della Stirpe! Oggi vi parlerò delle protagoniste del libro, Anika e Airen due sorelle tanto diverse quanto legate dal medesimo destino.

"ARIEN E ANIKA, DUE SORELLE A CONFRONTO"

Il primo romanzo della Stirpe è un romanzo femminile. In molti me lo hanno detto. Il perché si spiega facilmente: le protagoniste sono due sorelle e sebbene sia Agortos a tessere le fila della sua catena di sangue, Anika e Airen sono tra le prime a rispettare il patto stipulato tra l'uomo e la Natura e a dare il via a tutto. A plasmare il loro destino e non solo.
Anika e Airen sono rispettivamente la minore e la maggiore delle figlie di Ierèa. Come recita anche la sinossi del libro “ Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata “.
La differenza tra le due è subito palese perché le ho collocate fin dalla prima pagina nel rispettivo luogo di “appartenenza”: all'inizio del libro ritroviamo Anika già immersa tra la vegetazione del bosco, mentre Airen è indaffarata a svolgere le sue mansioni a castello.

Nessuna pensa all'altra. Ciascuna è impegnata nella propria vita.

Anika (immagine di Elisabetta Baldan)
La tragedia comune le farà rincontrare e la morte di Ierèa sembra essere simbolo di questa ritrovata unione, come se la morte avesse in realtà dato inizio a qualcosa di nuovo e sconvolgente. Personalmente Airen e Anika sono tra le mie migliori amiche “immaginarie” (nel senso immaginate da me e inserite in un libro). In entrambe c'è qualcosa che mi appartiene, come se avessi scisso la mia personalità per creare due esseri distinti.

Anika è la ragazza sicura del suo operato, quella che sa cosa vuole dalla vita; e tra i suoi poteri quello che la contraddistingue è senz'altro la sensibilità.
E' attenta a ciò che la circonda, le scorre nelle vene l'insegnamento di suo padre, come se fosse nata per quello. Potrebbe sembrare all'apparenza una ragazza troppo sicura di sé, saccente magari. Egocentrica. Un po' folle (ricordate cosa vi avevo detto di Agortos la settimana scorsa?).
Ma chi non vorrebbe essere lei? Chi non vorrebbe svegliarsi la mattina con la consapevolezza di sapere come utilizzare la propria esistenza per non renderla vana e sprecarla? Sembra quasi che Anika già sappia tutto, la sua sicurezza a volte è fastidiosa quanto ammirabile. Lei appartiene alla Terra mistica tanto “studiata” da suo padre, lo sa e non si oppone. Non tentenna. Nemmeno quando le rivolgono delle accuse insensate o la tengono imprigionata. Vorrei avere la sua sicurezza a volte.

Airen (immagine di Elisabetta Baldan)
Airen è l'opposto. Confusa oltremodo da quello che faceva suo padre, cresce in un ambiente lontano anni luce dal bosco e dalle magie naturali. Stenta a credere a quanto vede e quanto sente da sua sorella, non le crede, la rinnega, è spaventata a morte perché teme che qualcosa possa turbare la quiete e la stabilità della sua vita e della sua posizione sociale (anche se a questo in parte ci pensa Siderin, il dispotico padrone del castello).
La verità di quanto faceva realmente suo padre le viene gettata addosso senza alcuna riserva, e metabolizzare sia il lutto che quelle informazioni le richiedono uno sforzo immane, al quale molti non avrebbero forse retto. Ma se è vero che il sangue di Agortos le scorre nelle vene allora avvertirà anche lei quel richiamo; o magari una semplice presa di coscienza le servirà a scuoterla e farle aprire gli occhi.  
“- Continuerò gli studi di nostro padre. - proseguì in tono risoluto Anika - E anche tu lo farai, perché è ciò che ci ha chiesto nostra madre. Non possiamo lasciare che le loro fatiche vadano perse. Airen si costrinse ad annuire. Le ci sarebbe voluto molto tempo per assimilare e comprendere bene il discorso di sua sorella. Non sarebbe stato facile per lei imitare l'esistenza di Agortos o di Anika, molte cose le erano ancora oscure.”

Due sorelle tanto diverse quanto simili. Un destino che le unisce, ma che le vedrà ancora divise alla fine della storia. Anika e Airen sono gli opposti della stessa medaglia, che si completano a vicenda. Le sicurezze dell'una danno conforto all'altra. I dubbi di Airen impallidiscono di fronte alla sicurezza di Anika. Temo che un libro o due non basterebbero a descrivere questi due personaggi. E' pur vero che per ogni mia “creatura” starei le ore a scriverne i pro i contro, l'inizio il viaggio e la fine. Vi basti sapere per ora che entrambe torneranno nel secondo libro della Stirpe, perché mi sembrava doveroso nei loro confronti. Soprattutto in quelli di Airen, così fragile e insicura sotto certi aspetti.
 Il legame che unisce le due sorelle è lo stesso che lega me alla storia di Agortos: così complesso, sfaccettato ma intenso. Spero che il lettore possa amare almeno una delle due; o magari entrambe. Sono eroine silenziose, pacate, senza alcun potere se non quello di amare così tanto la famiglia da continuare ciò che i loro genitori avevano iniziato.
L'ideale di Agortos diventerà il loro ideale senza troppe spiegazioni, anzi. La strada verso la conoscenza è irta di ostacoli e domande. Sole, come lo fu Agortos prima di loro, riprenderanno dove lui ha lasciato.
Mentre scrivo queste righe mi viene in mente un simpatico test della serie “sei più Anika o Airen?”. Se io dovessi rispondere verrebbe fuori un risultato equo. Vorrei rivolgere questa mia domanda a tutti quelli che hanno letto la Stirpe e confrontare i risultati; sarei davvero curiosa di sapere a quale delle due sorelle il lettore si rispecchia di più..

Anika e Airen (immagine di Elisabetta Baldan)
E per concludere questo secondo viaggio nella terra dell'Egucron, vi lascio con uno dei passi più importanti del libro, dove Anika e Airen si confrontano per la prima volta dopo moltissimo tempo.

- Chi era nostro padre? - domandò (Airen) 
Anika le rivolse un’espressione interrogativa. E prima che potesse aprire bocca sua sorella proseguì: - Intendo dire - si corresse Airen - chi era per osservare così tanto la natura, per scrivere di pietre, piante e di queste strane creature che forse solo lui aveva visto? Perché ci lasciava sempre per compiere lunghissimi viaggi, e perché non era... come tutti gli altri? Fece una breve pausa per prendere fiato e poi continuò: - Quando stipulò quella maledetta convenzione con Siderin, nostro padre mi lasciò un cofanetto di legno con all’interno pietruzze e foglie secche. E ancor prima di lasciarmi andare al castello, mi accennò di poteri delle pietre e delle piante. Per quale ragione lo fece? 
Anika guardò sua sorella e abbozzò un sorriso. <b>Cresciute in modi differenti, ma tormentate dagli stessi quesiti. Agortos doveva averlo predetto. Non erano poi così diverse; non lo sarebbero mai state</b>.
 Anche Anika si era posta spesso quelle domande; suo padre l'aveva lasciata senza darle molte spiegazioni su ciò che faceva, sul perché compiva così numerosi viaggi o sul motivo per cui preferiva trascorrere il suo tempo nei boschi anziché alla taverna del villaggio come facevano tutti gli altri uomini. Quelle erano domande alle quali Anika aveva cercato sempre di rispondere, e mentre indagava sulla personalità di suo padre inconsapevolmente ne acquisiva le caratteristiche divenendo alla fine come lui. 
- Non so chi fosse nostro padre. - rispose alzandosi in piedi - So solo che è stato un uomo di grande ingegno, con una spiccata curiosità verso quei fenomeni invisibili che ci circondano. Prima che noi nascessimo viaggiò molto per questa terra, scoprì piante e rocce nuove, studiò il comportamento di alcuni animali scoprendo che ce ne sono altri che l'uomo ignora completamente. Credeva che fosse al mondo unicamente per conoscerlo ed entrare in stretto contatto con lui. 
Fece una pausa. 
- E anche io. - rivelò. 
Airen ascoltò quelle parole senza aprire bocca, cercando di metabolizzarle il più in fretta possibile.


Se volete rileggere il primo degli speciali sulla Stirpe: Agortos questo sconosciuto  
Ringrazio Diletta per la disponibilità e Elisabetta per le immagini.
Al prossimo mercoledì!  

domenica 20 maggio 2012

Recensione de La chimera di Praga di Laini Taylor

Il libro che questa sera vi recensirò fa parte di una trilogia fantasy che si prospetta essere una delle migliori saghe che abbia mai letto!


Titolo originale: Daughter of smoke and bone
Titolo: La Chimera di Praga
Autrice: Laini Taylor
Editore: Lain/Fazi
Prezzo: 14,90€
Pagine: 387
Sinossi:
Karou ha 17 anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città dove vive, non passa inosservata: i suoi capelli crescono di un naturale blu acceso, la sua pelle è ricoperta da un’intricata filigrana di tatuaggi e parla una straordinaria quantità di lingue. Spesso scompare per giorni, e nessuno sospetta che durante quelle assenze vada in giro per il mondo a compiere missioni per Sulphurus, il demone chimera che l’ha adottata alla nascita. Karou non sa nulla delle proprie origini, né possiede ricordi dei suoi veri genitori, e una strana sensazione di vuoto, di memoria perduta agita i suoi pensieri e i suoi sogni senza mai abbandonarla. Così la sua quotidianità praghese, dominata dalla passione per il disegno, è intervallata da improvvisi ed esotici viaggi che la conducono fin dentro i più fumosi vicoli della medina di Marrakesh. Chi è dunque questa giovane e talentuosa avventuriera? Quale mondo si cela in quei disegni di corpi metà animali e metà umani che costellano i suoi fogli? Arriverà una guerra, spietata e senza tempo, a svelare la natura di Karou e della sua famiglia e a farle conoscere il vero amore, tanto passionale quanto contrastato.

Serie Daughter of Smoke and Bone:
1. La chimera di Praga, 2012
2. Days of Blood and Starlight, 2012 (negli USA)


L'autrice:

Laini Taylor aveva già avuto modo di deliziare i suoi affezionati lettori con un incredibile trittico di racconti che ruotava intorno al primo bacio (Baci immortali). Torna ora nelle librerie italiane con un’incantevole trilogia urban fantasy, Daughter of Smoke and Bone Trilogy, di cui La chimera di Praga (Fazi, collana Lain) è il primo capitolo. Days of Blood and Starlight, sarà il secondo capitolo (uscita prevista per l’autunno 2012) e il terzo capitolo, di cui ancora non si conosce il titolo a seguire.La Chimera di Praga (titolo originale Daughter of smoke and bone), è un romanzo YA tra urban fantasy angelico-demoniaco, avventura, atmosfere dark e romance dallo stile raffinatissimo e un tocco di umorismo. Ambientato tra Praga, città magica degli alchimisti, e la casbah fumosa di Marrakech, pone profonde domande sull’identità, le aspirazioni, la fiducia, il tradimento e il senso di appartenenza.Già finalista al National Book Award, con La chimera di Praga Laini Taylor ha visto confermati il plauso e l’interesse della critica oltre al successo di pubblico. Il suo romanzo, finalista all’Andre Norton Award è stato tra i migliori dieci libri del 2011 per Amazon, segnalato da New York Times, Publishers Weekly, Kirkus Reviews e School Library Journal come uno dei libri migliori del 2011.
I diritti di traduzione del libro sono stati acquisiti in 25 Paesi e quelli cinematografici dalla Universal Pictures, dopo un’infuocata asta tra 5 major. È quindi possibile, visto l’alto gradimento americano, che anche il film venga realizzato.
Vive a Portland, in Oregon, con il marito, l’illustratore Jim Di Bartolo, e la figlia Clementine.

Recensione:

Tanto tempo fa un angelo e un diavolo si innamorarono. Non finì bene.

La Chimera di Praga. Come poter descrivere questa opera di Laini Taylor? Semplicemente dicendo che è uno dei migliori libri che ho letto nel 2012!
Karou è una studentessa d'arte di 17 anni, che vive a Praga. Ha un’amica fidata Zuzana, disegna nel tempo libero ed il suo ex-fidanzato, Kazimir, la tormenta.. Ma dietro tutto questo, Karou ha un segreto.
Perché lei è stata adottata, o meglio è stata cresciuta da dei mostri, delle chimere. Presa sotto l’ala protettiva di Sulphurus, la ragazza viaggia attraverso porte magiche disseminate per il mondo per prendere gli ingredienti per i riti del padre adottivo, denti umani e animali. Quello che però la ragazza non sa è il motivo per cui vengono commerciati questi denti.
Che cosa nasconde Sulphurus? La risposta a questa domanda le verrà fornita più avanti nella narrazione, da un essere angelico, Akiva, mandato dall’Alto per sigillare tutte le porte magiche, in modo tale che il mondo in cui vive Sulphurus sia distaccato dal mondo degli uomini.
Una domanda che viene posta più volte da Akiva a Karou è “Chi sei?”. Una domanda a cui Karou non sa rispondere. Una domanda a cui la ragazza vuole trovare la risposta.
Ma a chi crederà la ragazza? A Sulphurus e alle altre chimere che per lei sono state una famiglia, o ad Akiva, verso il quale prova un intenso coinvolgimento emotivo?

Laini Taylor è riuscita a miscelare perfettamente temi mitologici con temi triti e ritriti .
La combinazione del tema delle Chimere, mostri mitologici con parti del corpo di animali diversi, con il tema della lotta tra angeli e demoni, gli ultimi rappresentati appunto dalle chimere, unito all’amore proibito e tragico fra Karou e Akiva, che rappresentano i moderni Romeo e Giulietta, è semplicemente perfetta e rivoluziona ognuno di questi semplici temi.
Si perché non è la solita lotta tra Bene e Male: qui semplicemente il male viene visto da un differente punto di vista, portando entrambe le fazioni ad avere dei pregiudizi gli uni verso gli altri.
A tratti la narrazione è quasi poetica, l’ambientazione magica, nulla viene lasciato al caso: ogni singola parte del libro è legata ad un’altra in modo impeccabile e a mio avviso pochi autori sono in grado di intrecciare queste parti in maniera continua.
La storia di Karou è toccante, e riesce a trasportarci in un mondo fatto di mistero, magia, dolore, sofferenza, solitudine ma anche sensualità ed amore. Sensualità provata dalla prima apparizione di Akiva, e amore provato nei confronti del padre adottivo, ma anche dell’angelo stesso. Insomma, come può un lettore non affezionarsi alla nostra protagonista?!
Laini Taylor è riuscita a trasmettermi ogni singola sensazione provata dalla giovane ragazza, mi sono immedesimata talmente tanto in Karou che, proprio come lei, alcuni dettagli della sua vita si sono palesanti davanti a me quando ormai era troppo tardi.
Il mondo che l’autrice ha creato è originale e allo stesso tempo intricato, insomma, va al di là della nostra immaginazione e proprio per questo lo considero il miglior libro che la Taylor abbia mai scritto!


VOTO:
Libro perfetto da leggere assolutamente

sabato 19 maggio 2012

Indice Recensioni


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Il bacio della morte di Marta Palazzesi (Recensione di Diletta)
Damned di Claudia Palumbo (Recensione di Diletta)
The Chronicles of Wendells #1 L'esilio del re di Alessandra Paoloni (Recensione di Diletta)
Ti regalo l'Amore di Alessandra Paoloni (Recensione di Diletta)
L'Amante del Boia di Alessandra Paoloni (Recensione di Diletta)
Investita da un angelo di Veronica Pappolla (Recensione di Diletta)
Il cristallo di Necros di Paolo Parente (Recensione di Diletta)
Il Guerriero di Morrigan di Yvan Pendragon (Recensione di Diletta)
Bianco e Nero parte I - Il potere dei draghi di P. Marina Pieroni (Recensione di Diletta)
Gilbert di P. Marina Pieroni (Recensione di Diletta)
Bianco e Nero parte II - I draghi del potere di P. Marina Pieroni (Recensione di Diletta)
Amarsi un po' di Lucia Potacqui (Recensione di Diletta)
In una parola di Regina Pozzati (Recensione di Diletta)
Vendetta Piccante di Jennifer Probst (Recensione di Diletta)
Amore - Istruzioni per l'uso di Giovanna Profilio (Recensione di Diletta)
La dimora del Vampiro - L'Iniziazione di Giovanna Profilio (Recensione di Diletta)

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~ TOTALE RECENSIONI ~
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Il maggio dei libri! Sconto del 20% dal 19/05 al 23/05


Buongiorno amici librofili! Oggi vi parlo di un lieto evento!
Come ben sapete Maggio è il Mese dei Libri e lo slogan di questa campagna è Leggere fa crescere.

I libri sbocciano in maggio.
Perché se in questo mese la natura si risveglia, lo stesso capita alla voglia di leggere. Leggere fa crescere: è questo lo spirito de Il Maggio dei Libri, la campagna nazionale nata nel 2011 con l'obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.
La campagna, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, inizia il 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore promossa dall'UNESCO, e culmina il 23 maggio con la Festa del libro.

Veniamo ad alcuni dati sulla lettura in Italia.
I lettori sono infatti il 45,3% della popolazione con più di 6 anni di età (25,9milioni di italiani). Di questi, circa la metà (il 45,6%, pari a 11,8milioni di italiani) non legge più di tre libri all’anno (Fonte: Istat): sono persone che hanno un rapporto debole con gli autori, i generi, i marchi editoriali, che entrano con fatica nei vari canali di vendita e nelle librerie.
La denominazione scelta per la campagna, Il Maggio dei Libri, pone l'accento su un mese che nella tradizione popolare italiana è legato alle feste per il risveglio della natura e richiama l'idea di crescita e maturazione, ma anche di allegria e di piacere: tutti concetti che vogliamo veicolare attraverso la campagna come collegati alla lettura.
Libro come amico, partner, compagno di vita, dunque: lo scopo della campagna, infatti, è quello di portarlo tra la gente, distribuirlo, farlo conoscere, connotandolo di un forte valore sociale e affettivo. E favorire così l'abitudine alla lettura. Il libro, quindi, esce dal suo contesto abituale e dilaga sul territorio: dalle grandi città ai piccoli centri, regioni, province, comuni, scuole, biblioteche, associazioni culturali, case editrici, librerie, circoli di lettori, promuoveranno iniziative per intercettare anche persone che di solito non leggono. La campagna del 2011 ha raccolto 1252 adesioni e, nel periodo 23 aprile - 23 maggio, si sono svolti oltre 6000 eventi.

L'iniziativa sta per concludersi il 23 maggio ed in questi ultimi giorni gli editori in collaborazione con i librai indipendenti, con le catene, con le librerie online e con la Grande distribuzione per festeggiare in modo eccezionale il Maggio dei Libri e far crescere la lettura in Italia. ci hanno riservato una bella sorpresa: centinaia di migliaia di libri con il 20% di sconto, dal 19 al 23 maggio.

E voi che cosa state aspettando? Correte in libreria!!!

venerdì 18 maggio 2012

Rubriche Letterarie del blog

Clicca sui titoli per andare nelle rubriche!



Rubrica ideata da questo blog (se prendete citate) con cadenza settimanale in cui verranno presentati i libri che riadattano in chiave moderna fiabe e miti antichi.


Books Across the World


Rubrica ideata da questo blog (se prendete citate) con cadenza settimanale in cui verranno presentati i libri stranieri che ho trovato su Goodreads o su altri siti come Amazon, che attirano particolarmente la mia attenzione!






giovedì 17 maggio 2012

Anteprima di Highlander - L'ultimo dei templari di Karen Marie Moning


Titolo: Highlander - L'ultimo dei templari
Autrice: Karen Marie Moning
Casa Editrice: Leggereditore
Pagine: 368
Data di Pubblicazione: 31 Maggio 2012
Prezzo: 10,00 €
Trama:
Nel Quattordicesimo secolo quando l’Ordine dei Templari viene messo al bando e i suoi cavalieri perseguitati in tutta Europa, questi vengono accolti in Scozia, con grande segretezza. Circenn Brodie è uno di loro, un guerriero immortale, custode delle reliquie sacre dell’Ordine e di una boccetta dal contenuto magico, appartenente al popolo delle fate. Il suo è un mondo retto da formule magiche e regole antichissime. Quando Lisa Stone viene catapultata dai giorni nostri in un castello medievale, tra le braccia dell’affascinante guerriero, la sua vita sembra crollare in un istante. Sarà un sogno o un terribile scherzo del destino? Nessuno dei due è pronto a questo incontro, ma nulla potranno contro la magia che sta per travolgerli. Il nuovo eccitante capitolo di una delle serie più inconfondibili e seguite degli ultimi anni, quella degli Highlander, i guerrieri immortali.

La serie "Highlander":
1) Beyond the Highland Mist - Highlander. Amori nel tempo (21 Aprile 2011)
2) To Tame a Highland Warrior - Highlander. Torna da me (27 Ottobre 2011)
3) The Highlander’s Touch - Highlander. L'ultimo del templari (31 Maggio 2012)
4) Kiss of the Highlander - inedito in Italia
5) The Dark Highlander - inedito in Italia
6) The Immortal Highlander - inedito in Italia
7) Spell of the Highlander - inedito in Italia


“Una delle grandi firme del romance attuale.” The New York Times

“Una serie sublime, destinata a durare.” Publishers Weekly

“Da leggere fino a tarda notte.” Romantic Times


L'autrice:

Karen Marie Moning è nata in Ohio. Dopo aver esercitato per anni la professione di medico legale, ha deciso di intraprendere la carriera dei suoi sogni: quella di scrittrice. La sua fortunata serie sugli Highlander ha scalato le classifiche più prestigiose: New York Times, Usa Today, Publishers Weekly. I suoi romanzi hanno ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali e sono stati pubblicati in numerosi paesi, fra cui Germania, Francia, Inghilterra, Spagna. Romanticismo, suspense e passione, per una serie che vi farà sognare, scuotendo ogni vostro atomo, dalla prima all’ultima pagina. Dopo il grande successo di Highlander. Amori nel tempo e Torna da me, in libreria il terzo titolo della saga. Della stessa autrice, Leggereditore ha pubblicato anche i primi due titoli della serie Fever: Il segreto del libro proibito e Il mistero del talismano perduto.

Anteprima di La ricetta segreta della felicità di Jules Stanbridges

COSA SUCCEDEREBBE SE UN APPARENTE DISASTRO DIVENTASSE QUANTO DI MEGLIO TI SIA MAI CAPITATO?
E SE FOSSE COSÌ, RIUSCIREBBE MADDY A TROVARE LA SUA PERSONALE RICETTA DELLA FELICITÀ?


Titolo: La ricetta segreta della felicità
Autrice: Jules Stanbridges
Casa Editrice: Leggereditore
Pagine: 336
Data di Pubblicazione: 31 Maggio 2012
Prezzo: 8,80€
Trama:
Prendi una single di trent’anni, un pizzico di incertezza e amalgama con cura. Poi aggiungi due cucchiai di cattive notizie e una decisione importante. Non dimenticare gli ingredienti base: uova, farina, lievito, limone, zenzero, cioccolato, vaniglia, tanta dolcezza e un pizzico di destino. Versa, mescola, fai decantare un po’, metti tutto in forno e fai attenzione a non bruciarti... E se la vera ricetta della felicità si fa attendere, non perdere la speranza! Forse si nasconde proprio lì, dietro il sorriso di chi ha appena gustato la torta perfetta. Ma quale sarà la ricetta migliore? Lo scoprirai solo assaggiando fetta dopo fetta.

“Un romanzo da gustare pagina dopo pagina. Vi leccherete i baffi!” Bookseller

L'autrice:
Jules Stanbridge è una giovane autrice inglese, appassionata di storie romantiche e di cucina. Sin da piccola adorava confezionare torte e delizie per la vista e il palato. La ricetta segreta della felicità è in corso di pubblicazione in Germania, Francia, Norvegia e Spagna

Anteprima di Ladra di sangue di Cherie Priest

Eccoci con l'anteprima di un libro atteso dagli amanti dell'Urban Fantasy!


Titolo: Ladra di Sangue
Autrice: Cherie Priest
Casa editrice: Tre60
Pagine: 352
Prezzo:9.90 €
Data di pubblicazione: 24 Maggio 2012
Trama:
A Raylene Pendle non piace essere una vampira e, soprattutto, lei non vuole avere niente a che fare con i suoi simili. Ecco perché i suoi clienti sono esclusivamente esseri umani, sebbene si tratti sempre di personaggi poco limpidi. Raylene, infatti, è una ladra professionista: su commissione, ruba opere d’arte d’inestimabile valore e rarissimi gioielli antichi. Il giorno in cui viene contatta da Ian Scott, un vampiro, Raylene è quindi molto diffidente. E i suoi dubbi si moltiplicano quando Ian le racconta di essere stato la cavia di un progetto segreto finanziato dal governo per scoprire l’origine dei poteri dei vampiri e sfruttarli in ambito militare. Purtroppo gli esperimenti a cui è stato sottoposto lo hanno reso cieco e ora, grazie all’aiuto di Raylene, lui si vuole vendicare, recuperando alcuni documenti che proverebbero i crimini commessi dal responsabile del progetto, il maggiore Bruner. Non appena accetta l’incarico, però, la vampira entra nel mirino di spietati agenti speciali, disposti a tutto pur di fermarla. E anche il dottor Keene, il medico che ha preso in cura Ian dopo la fuga dal laboratorio dell’esercito, sembra nascondere troppi segreti: capire di chi si può fidare non è semplice, ma per Raylene potrebbe rivelarsi l’unico modo per restare in vita.

«Una ventata d’aria fresca nel panorama dell’urban fantasy: finalmente!»
Kirkus Reviews

«Una protagonista eccezionale che lascerà il segno.»
Publishers Weekly

«Un thriller urban fantasy ricco d’azione e di colpi di scena.»
Booklist

«Ladra di sangue è un’interessante novità nel genere urban fantasy…
Mi sono divertita tantissimo!.»
Jeaniene Frost,
autrice n. 1 della classifica del New York Times Bestselling

L'autrice
Cherie Priest è nata a Tampa, in Florida, nel 1975. Laureata in Letteratura inglese, grazie al successo di Ladra di sangue si è subito imposta come nuova regina dell’urban fantasy e, dall’inizio del 2011, collabora anche con una società che produce videogame. Vive a Seattle con suo marito e un grosso gatto nero.

mercoledì 16 maggio 2012

Gli speciali de "La Stirpe di Agortos": Agortos, questo sconosciuto


Ed eccoci arrivati al primo degli speciali de "La Stirpe di Agortos" dove vi condurremo alla scoperta del mondo ideato da Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni).

"AGORTOS, QUESTO SCONOSCIUTO"

In molti si saranno chiesti: ma nel libro della Stirpe di Agortos....Agortos dov'è?
E' una domanda che mi sono posta anche io alla fine della scrittura della Prima Generazione. Agortos sebbene sia il motore della saga, colui che dà inizio a tutto, non è presente nel libro se non nel breve prologo iniziale e nelle memorie delle sue figlie e di chi lo ha amato quando era in vita. Sono i protagonisti stessi che ci parlano e ci descrivono la figura di Agortos, altrimenti non ne sapremmo nulla.
Quando ho creato Agortos, e vi parlo di molti anni fa, ero molto confusa riguardo la sua personalità. All'inizio doveva essere un cavaliere senza macchia e senza paura, poi un alchimista e mago, alla fine si è rivelato essere una persona comune che ama la sua Terra più di se stesso. Lui vive nella mia mente come vive nella fantasia del lettore quando affronta per la prima volta la lettura della Stirpe. Non si è ancora conquistato uno spazio “letterario”, ecco perché inizio gli speciali parlando proprio di lui.





"Tutta la terra è un'inesauribile fonte di energia e potere. Credo di averlo sempre saputo, fin da quando appresi i primi rudimenti naturali presso i monaci del monastero di Apator, nella terra dell'Eptacandro. Mi parlavano degli Dei e di come si manifestassero attraverso i doni della Natura."    



La curiosità di Agortos verso tutto quello che lo circonda non nasce dal nulla. Proveniente da una famiglia benestante, frequenta fin da giovane il monastero di Apator.
Non guardate però alla parola monastero con il significato che conosciamo; tenete sempre presente che l'Egucron è una terra immaginaria, il periodo storico (se così si può definire) è uno pseudo-medioevo completamente rivisitato. Nel mio racconto l'accezione monastero sta a indicare il luogo dove, per dirla con le parole del libro della prima generazione “ragazzi di origini più che modeste apprendevano fin da giovani il latino, l’oratoria e la grammatica.”. Ma Agortos, grazie soprattutto alla sua spiccata intelligenza e fantasia, capisce che le regole e gli insegnamenti dei monaci sono nulla a confronto dell'esperienza reale. Inizia così il suo girovagare per la terra “Io Agortos, che rinnegai mio padre e la mia famiglia per avventurarmi lungo le vie impervie del mondo...”.

Tipetto tosto e anticonformista, il nostro Agortos. Giudicato pazzo da molti, rifiuta le regole sociali e vive una parte della sua vita nei boschi. Solitario e misantropo? Forse. Bastano le parole di uno dei personaggi della Stirpe a descrivere il modo in cui tutti lo dipingono:
“Era sempre stato un individuo bizzarro, poco avvezzo alla discussione, sempre isolato nei suoi ragionamenti; questo invece lo rammentava bene. Era solito partire per settimane intere, verso luoghi della terra che Feude ignorava totalmente.”


Agortos in fondo aveva solo scelto la sua strada, una scelta radicale la sua, che comporterà conseguenze anche per la sua discendenza.
"La mia stirpe ne verrà coinvolta, riconosceranno i segni poiché essi sono stati già tracciati sulla loro via."

Nel libro si parla poco anche di lei, la ragazza che da sola riuscì a distogliere Agortos (seppur per poco tempo) alla sua missione di “esplorare la parte mistica di quel mondo magico che è l'Egucron”.
Ierèa.
Un giorno scriverò di loro, promesso. Per ora vi basti sapere che lei lo assecondò nelle sue ricerche e divenne prima sua complice, poi sua amante e infine moglie e madre. Anche Ierèa era figlia di persone abbienti, ma proprio come Agortos lasciò tutti i beni materiali per dedicarsi agli studi dei fenomeni naturali (ogni riferimento a personalità realmente esistite che preferisco qui non citare è puramente casuale).
La scelta di vita dei due desterà sospetti e critiche; come del resto accade a tutti noi quando intraprendiamo un cammino solitario per il raggiungimento di qualche scopo personale. Ecco perché Agortos e Ierèa sono molto vicini a me e forse a qualcuno di voi.

A volte mi capita di pensare che lavorerò sulla Stirpe come George Lucas fece per Star Wars. Iniziare dalla fine per tornare al principio. Non nego la possibilità di scrivere un libro (o forse due o tre chissà) sulle avventure di Agortos, su questo ragazzo sregolato che molla tutto per inseguire le sue aspirazioni.

La fine di Agortos è scritta nel destino che ha scelto. Non aggiungo altro per non rovinarvi la sorpresa, ma come tutte le ossessioni alla fine ne è rimasto vittima. Senza alcun rimpianto, naturalmente.
Agortos è tra i personaggi fino ad ora partoriti dalla mia fantasia al quale sono più affezionata. Questo spiega il perché ho voluto dare a lui e alle generazioni una seconda opportunità. Un mondo così non poteva restare racchiuso tra le quattro pareti della mia mente; a essere del tutto sincera sarei impazzita.
E poi mi è capitato di pensare spesso ad Agortos nel lungo periodo di pausa dalla scrittura che mi sono concessa; e ora sono curiosa quanto voi di scoprire come è arrivato a conoscenza della parte “magica” dell'Egucron.

Lascio l'ultima parola ad Anika, la minore delle sue figlie. Potrei stare ancora a parlare di lui per ore, scrivendo un post chilometri ed esagerato.
Ma nessuno meglio di lei saprà parlarvene:

- Non so chi fosse nostro padre. - rispose alzandosi in piedi - So solo che è stato un uomo di grande ingegno, con una spiccata curiosità verso quei fenomeni invisibili che ci circondano. Prima che noi nascessimo viaggiò molto per questa terra, scoprì piante e rocce nuove, studiò il comportamento di alcuni animali scoprendo che ce ne sono altri che l'uomo ignora completamente. Credeva che fosse al mondo unicamente per conoscerlo ed entrare in stretto contatto con lui.

E tu? Come Agortos sei curioso di scoprire tutto quello che ti circonda?

Vi lascio con una canzone che meglio di qualunque altra richiama il personaggio di Agortos.
Al prossimo speciale!



N.B: le immagini che trovate nel post sono prese da internet e appartengono ai rispettivi autori.
Citazioni da "La Stirpe di Agortos (Prima Generazione)" di Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) - Edizioni Rei.
Per qulunque altra informazione contattare l'autrice a questo indirizzo mail lastirpediagortos@libero.it