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mercoledì 17 settembre 2014

Recensione Flamefrost Due cuori in gioco di Virginia Rainbow

Recensione a cura di Diletta Brizzi


FLAMEFROST Due cuori in gioco
Virginia Rainbow
Serie: Flamefrost #1
Editore: Selfpublisher
Pagine: 356
Prezzo: 16,90€
Sinossi:
Gli abitanti del pianeta Luxor, guidati dal re Thor sono scampati alla distruzione del loro mondo e vagano nello spazio alla ricerca di una nuova terra. I principi alieni Nardos e Gered vengono incaricati di compiere una missione misteriosa sul pianeta Terra.
È in questo contesto che si inserisce il rapporto particolare tra Gered e una ragazza terrestre, Sarah, che abita in un paesino delle montagne valdostane. Gered cerca di avvicinarla in tutti i modi, usando i poteri straordinari di cui dispone, ma lei rifiuta qualsiasi tipo di relazione, nonostante si senta molto attratta da lui.
Un mistero aleggia su tutta la storia e verso la fine cominciano a scoprirsi alcuni tasselli. In cosa consiste la missione dei principi? Chi sono le “soggiogate”?
In un intreccio via via più articolato, si delinea la delicata psicologia dei personaggi, che si cercano e si respingono, si incontrano e si allontanano, mentre la società aliena, che fa da sfondo alla storia, prende sempre più piede con le sue regole e i suoi riti peculiari.
Un mix di contrasti, dolcezza, passione e mistero, che tiene incollato il lettore alla pagina riga dopo riga in un ritmo intenso e coinvolgente.








Sarah, la protagonista del romanzo, vive insieme al fratellino e al nonno e si isola completamente dalla società. Sente la mancanza di sua madre e tende a non fidarsi delle persone.
Gered, il principe alieno, ovviamente, è bello da mozzare il fiato. E fa un enorme cambiamento durante la lettura: da sfrontato dongiovanni diventa un "uomo" capace di amare e piangere per amore.
I personaggi sono ben caratterizzati. Unica cosa che mi ha fatto storcere la bocca è stato che gli alieni si chiamano Luxoriani, troppo simile ai Luxen di Jennifer L. Armentrout.
Il libro è ambientato ai giorni nostri ad Aosta. Proprio qui in Italia e questo è un particolare che mi ha fatto apprezzare il libro. La descrizione degli ambienti è buona.
Lo stile dell'autrice è semplice e lineare anche se alcune volte avrei preferito sentir parlare Sarah in modo appropriato alla sua età.
La tematica fondamentale è il cambiamento.
Il cambiamento che subisce nell'arco del libro Gered (da spaccone a uomo "romantico") e quello che avviene a Sarah che inizia pian piano a fidarsi delle persone.
Ma è davvero tutto oro quello che luccica oppure vale il detto "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio"?
Lascio a voi l'ardua sentenza.
Un buon inizio di trilogia.

VOTO


E MEZZO



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