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sabato 14 marzo 2015

Salotto Letterario: Intervista a Vittoria Serena Dalton

Buon sabato Bookaholics! Oggi ho il piacere di intervistare l'autrice Vittoria Serena Dalton, attualmente impegnata al Cartoomics di Milano per l'associazione Selected SelfPublishing.
Prima di passare all'intervista, vi presento la sua opera.


Unchanged. La catena della Morte
Vittoria Serena Dalton
Edizione: seconda 2015 - prima 2013
Youcanprint
Pagine: 282
Prezzo cartaceo: 14,50€
Prezzo ebook: 1,99€
Sinossi:
Quando vivi ogni giorno l’orrore, faresti qualsiasi cosa per sfuggirgli. Così il giovane Damian dice sì a Sylvia, una delle creature più potenti che abbiano mai camminato sulla Terra; in cambio dell’immortalità del corpo e del potere di un demonio, le cede la sua anima e la sua devozione. Diventa il favorito della Morte. Quando si accorge di aver commesso un errore poiché Sylvia è dispotica e crudele, è troppo tardi. Si ritrova immerso in un male più profondo di quello da cui è scappato. Oltre la Morte. Oltre l’Amore. C’è soltanto una cosa in grado di salvarlo. Qualcosa per cui Damian non è ancora pronto. Finché un giorno, dopo decenni, ormai rassegnato a vivere un’esistenza che disprezza accanto a una padrona che odia, incontra una strana ragazza di nome Sol e il suo gruppo di amici. E tutto cambia. E si accorge che niente e nessuno, nel suo mondo, è ciò che appare. Nemmeno la Morte, forse. Dalla Londra più eccentrica al luogo più misterioso e inquietante di Parigi, per spezzare una catena secolare di sangue che sembra non avere mai fine, Damian dovrà affrontare la sua paura più grande. Un nemico che teme persino più di Sylvia e della dannazione eterna.

Leggi la scheda su SSP







Benvenuta Vittoria nel salotto letterario del blog!
È un piacere essere ospitati nel Salotto dell'Atelier, sprofondata in un morbido divano di pelle rossa, con caffè caldo (zucchero e latte) e biscotti fatti in casa (non bruciati). Grazie.

Quando e perché hai cominciato a scrivere questo libro?
L’idea è nata molto prima di iniziare a stendere la bozza, prende spunto da un argomento che ho approfondito quando studiavo criminologia forense. La catena di violenza si perpetua e tramanda da abusatore ad abusato. Ma si può spezzare. Questo è il tema centrale di “Unchanged” e l’assunto di base che ha forgiato i profili dei protagonisti, in particolare Damian e Sylvia. Il connubio con il genere urban fantasy è stato spontaneo, poiché il fantasy ha sempre fatto parte in vari modi della mia vita. Onestamente non so perché abbia aspettato a lavorarci su, intanto sono stata presa da altri progetti, forse attendevo solo il momento giusto. Quando mi sono decisa, la stesura ha occupato un paio di anni; ho speso molto tempo anche per la necessaria documentazione storica e le ambientazioni. Ammetto di essere un po’ maniaca, non tanto delle descrizioni prolisse quanto dei particolari.

Per i tuoi personaggi ti sei ispirata a persone reali o sono frutto della tua immaginazione?
Ogni riferimento a persone o eventi reali è puramente casuale, ovvero sono tutti frutto della mia immaginazione. Anzi, in verità, come accade per la trama di qualsiasi storia io scriva, dopo un primo abbozzo i personaggi acquistano vita propria e seguono la strada che vogliono. Figli di carta. Non puoi far altro che metterli al mondo, vegliare sulla loro crescita e restare a vedere cosa combineranno da grandi. Li amo tutti, comunque. In ogni caso, fanno tutti parte di me.

Parlaci di Damian: in passato ha venduto la sua anima in cambio del potere e dell'immortalità eppure quando incontra Sol, le cose cambiano. Puoi spiegarci la sua "evoluzione"?

Cercherò di farlo senza “spoiler”. Damian vive situazioni di estrema violenza fin da ragazzino, così stringe un patto con la Morte perché convinto di scappare dall’orrore. Si accorge presto di aver sbagliato strada, solo che non può più tornare indietro. Tuttavia mai si trasforma in un demone senza coscienza, non volontariamente. Quando si imbatte in Sol il suo cambiamento è in parte già in atto, si può dire che Lei sia la scintilla decisiva a risvegliare la sua speranza di redenzione, poiché quella ragazza è il perfetto specchio di tutto ciò che ha sempre desiderato e mai osato chiedere. Che non credeva esistere, almeno non per lui. Sol gli mostra il significato dell’Amore ma, prima ancora del sentimento romantico, attraverso di lei, Damian impara ad accettare e rispettare se stesso. A conoscere il vero se stesso.

Il favorito della Morte fa proprio di tutto per ottenerle, Sol e la redenzione. Per averle affronta la paura, non della dannazione eterna e nemmeno del passato che lo tortura. Qualcuno che ho avuto la fortuna di incontrare ripeteva spesso questa affermazione: «La più grande paura dell’uomo non è quella di essere inadeguato, ma quella di essere troppo potente.» Niente di più vero.

Ora mi sembra d'obbligo parlare della co-protagonista, Sol.

Nonostante il pizzico di stile dark, Marie Sol Tale si presenta come la classica ragazza della porta accanto. Dalla bellezza discreta e il carattere riservato, è generosa e dolce quanto determinata e tremendamente testarda. È facile giudicarla al primo sguardo. Soltanto in apparenza. Infatti, oltre alla particolare dote che solo le creature sovrannaturali percepiscono, l’aspetto di lei che all’inizio attrae maggiormente Damian, Sol nasconde un potere ben più grande e temibile. Si rivela una figura misteriosa e piena di segreti, a mano a mano svelati con il procedere della storia fino alla rivelazione conclusiva. All’interno del romanzo, però, come abbiamo appena accennato, Sol rappresenta principalmente il motore che spinge Damian al cambiamento. E questa ragazza si impegna davvero con tutta se stessa per dimostrare che l’uomo che ama, prima di essere un demone, è… be’, questo lo scoprirete solo leggendo.


Veniamo adesso a Sylvia. Ti sei divertita a creare un personaggio così crudele? Questa crudeltà da dove ha origine?

La crudeltà di Sylvia affonda radici nel suo passato, è l’effetto delle sue esperienze e la conseguenza delle sue scelte. L’evoluzione di questo personaggio, che è uno dei più apprezzati dai lettori, è spiegato in un capitolo a lei interamente dedicato. Nonostante mi sia piaciuto scrivere la sua storia personale perché ambientata in un periodo e in un luogo che amo particolarmente, Parigi del Re Sole, non mi ha divertita regalarle una personalità “un pochino disturbata”; ma così la Regina deve essere per svolgere il suo ruolo nel romanzo. Sylvia non è semplicemente l’antagonista di Damian, l’esistenza della prima mette in evidenza la trasformazione interiore del secondo. Pur avendo un passato simile, questi due protagonisti vivono i loro traumi in modi completamente differenti, e ognuno giunge a un epilogo diverso.


Hai altri progetti all'attivo?
Sto scrivendo uno spin-off con protagonista Sol: il personaggio sarà ulteriormente approfondito e parte della storia raccontata dal suo punto di vista, dato che “Unchanged” ha come unico narratore Damian. Inoltre ho ultimato la seconda avventura di Damian, “Antiworld. Il destino nelle nostre mani”, anch’essa autoconclusiva e attualmente in fase di editing. Di quest’ultimo romanzo non posso anticipare molto, a parte che ci saranno sia vecchie sia nuove conoscenze e qualche altro indizio: salti temporali, Praga, Shanghai, leggende, maledizioni, un pirata/mostro di pongo, apocalisse, un coniglietto… cosette così, insomma. Ah! Naturalmente anche amore.

Che cosa è per te la scrittura? E la lettura?
Leggere è da sempre una delle mie più grandi passioni e uno strumento di evasione. Le mie scelte in materia sono eclettiche, mi butto in qualsiasi genere di narrativa, oltre al fantasy prediligo i romanzi storici, i thriller e i romance. Ora però, ammetto, di ogni libro faccio più attenzione allo sviluppo della trama, allo stile e all’intreccio narrativo; è un modo per imparare. Ora fa parte integrante del mestiere. Uno scrittore è prima di tutto un buon lettore.
Anche scrivere è una mia grande passione fin da bambina. All’inizio utilizzavo la scrittura unicamente come mio mezzo di espressione e, forse, inventavo storie più per il mio piacere personale che per un possibile lettore. Da quando ho deciso di pubblicare è diverso, i lettori sono diventati il primo pensiero, in ogni fase di realizzazione del progetto editoriale. Cerco di imparare dai miei errori e seguo l’esempio di chi ha più esperienza di me per migliorare. Vorrei che i miei romanzi fossero letture piacevoli, capaci di emozionare le persone.



2 commenti:

  1. Grazie a Diletta e ai suoi Bookaholics per la squisita ospitalità :)
    Soprattutto per i biscotti. E il tè (corretto al gelsomino).

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