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martedì 14 aprile 2015

Speciale Spartan La città di fuoco di Yvan Argeadi: anteprima e intervista esclusiva a Flaminio

Buona sera Bookaholics!
Questo post è molto speciale perché non solo vi presenterò il secondo capitolo della trilogia Spartan di Yvan Argeadi ma intervisterò un personaggio misterioso di questa trilogia.
Vi ricordo che solo domani 15 aprile 2015 sarà possibile scaricare gratuitamente il primo volume della trilogia. Per le info trovate l'evento QUI.


Spartan
La città di fuoco
Yvan Argeadi
Saga: Spartan #2
Grafica: Cora Graphics
Editore: selfpublishing
Pagine ebook: 68
Pagine cartaceo: 146
Prezzo ebook: 1,06€
Prezzo cartaceo: 6,90€
Sinossi:
Quando i romani sopraggiunsero da Occidente per annettere al loro futuro impero le terre elleniche, supportati dai macedoni appena assoggettati, a loro si unì anche la neonata Lega Achea, rifondata dallo Stratego Filopemene, desiderosi di riconquistare il predominio sulla Laconia.
In questo contesto, un uomo si erse contro il mondo, spinto dal sogno di restituire alla sua Sparta la gloria che i nemici reputavano ormai un ricordo.
Dopo essere scampato a Eubea e aver fatto ritorno nella sua patria, il Tiranno di Sparta si è visto portare via tutto ciò che più amava.
Ora, mentre Flaminio agisce sempre più nell'ombra per agevolare l'operato delle sue legioni e gli achei colpiscono subdolamente alle spalle, Nabide, supportato dai compagni di una vita e da un figlio scampato per volere degli Dei alla dura legge di Sparta, dovrà fare appello a tutta la sua forza d'animo per permettere ai valorosi guerrieri spartani di far risuonare l'eco del loro grido di guerra per l'ultima volta.



INTERVISTA A FLAMINIO



Oggi ho il piacere di intervistare un personaggio molti discusso. Lettori e lettrici ecco a voi Flaminio. Prego si accomodi.
Ti ringrazio per questa opportunità.

Dunque, lei è senza dubbio un personaggio molto misterioso. Durante le vicende di Spartan - La guerra di Nabide, ha sempre agito nell'ombra. Fa sempre così oppure in determinate occasioni si mette in prima linea ad affrontare il "nemico"?
Un generale è nato per comandare e guidare i propri uomini sul campo, affrontando con loro difficoltà e privazioni. Io sono sempre in prima linea quando affronto una battaglia, mi espongo al pari loro e probabilmente anche di più venendo... catturato.
Il mio approccio alla guerra così come alla vita stessa è differente da quello di Nabide. Egli è certamente un uomo di grande valore e sebbene il fato ci abbia dato per natali due città ora in guerra tra loro, provo stima nei suoi confronti. Tuttavia non posso approvare la passione che mette nella gestione del potere. La politica è un terreno più insidioso dei campi di battaglia, bisogna saper razionalizzare gli eventi e guardarsi bene da chiunque. Nabide tende a fidarsi troppo del prossimo e questo è un errore che potrebbe condurlo alla rovina. Non tutti i problemi si risolvono a fil di spada.

Di tutte le popolazioni presenti in Grecia, perché ha deciso di allearsi con gli Achei?
Non è stata una mia scelta, ma una decisione dettata dalla convenienza. Ho atterrito in battaglia la Macedonia di Filippo facendone un alleato, ma mi domando quale posizione possa prendere uno che si dice mio amico soltanto perché messo alle strette in una situazione sfavorevole delle mie legioni.
La Lega Etolica ha già espresso il suo disprezzo per la Repubblica di Roma, non resta dunque che arruolare come ausiliari gli uomini provenienti da quella cintura di polis ribellatesi al predominio spartano dopo la caduta di Macanida, divenute autonome con il nome di Lega Achea.
Tuttavia questa è soltanto un alleanza di comodo fintanto che Roma e la Lega condividono un comune nemico, ma il fine, benché essi non ne parlino, sembra differente. Mi domando quanto possa realmente fidarmi di quel Filopemene che li guida.

Noi la conosciamo come stratega. Ma ora le chiedo qualcosa della vita privata: quali sono i rapporti con le donne? E con suo fratello?
Mio fratello Lucio non è stato reso popolare dalle sue azioni, ma per riscattare il nome della Gens Quinctia ho voluto dargli un opportunità di ripulire le sue macchie.
Ha guidato una legione durante il conflitto con Filippo, mettendo in sicurezza la Focide, il Pireo e la Tessaglia. Certamente ha dato un notevole contributo alla campagna in terra ellenica, mosso da buoni propositi. Se il suo animo resterà invariato, chissà che un giorno non arrivi addirittura al Proconsolato in qualche terra sconosciuta del Nord. Gli sono affezionato, ma se dovesse inquinare ancora una volta il buon nome di famiglia con gesta sconsiderate, provvederei personalmente a farlo rimuovere dall'albo della Gens.
Per quanto riguarda le donne, ogni romano ha una moglie e molte schiave, la prima che allieta il suo animo dopo il ritorno da lunghi viaggi o campagne militari, le seconde per semplice divertimento durante qualche orgiastico baccanale.
Non siamo un popolo maschilista, questo stesso diritto spetta anche alle donne, titolari di diversi schiavi, ma per quanto mi riguarda, sebbene non disdegni un attimo di euforia di tanto in tanto, sono sposato con la Repubblica e vivo per la grandezza di Roma. La vita coniugale non fa per me, come un esistenza dedita unicamente al piacere. Non amo che la mia mente perda il controllo e la lucidità, il mondo in cui mi muovo impone d'essere sempre vigili.

Perché ha deciso di dedicarsi alla vita politica?
Mi sembra ovvio. La politica muove ogni cosa, essa sancisce il destino degli uomini e da un suo corretto o errato utilizzo può nascere una grande nazione o una spregevole dittatura.
Faccio quello che faccio perché sono fermamente convinto che un giorno Roma sarà al centro di un grande Impero e voglio dare il mio contributo alla realizzazione di questo sogno, così che il mio nome non finisca cancellato dalla storia.

Ultima domanda: Che cosa ne pensa degli ideali spartani? E del sovrano di Sparta, Nabide?
Nabide, come ho già espresso, un uomo di valore. Provo rispetto verso di lui, se tutte le parti in campo si comporteranno come ho pianificato Sparta potrebbe avere una vita lunga e prospera sotto la protezione della Repubblica. Io e lui siamo in guerra, ma non si tratta di una situazione che ho voluto io. Vorrei la pace per i popoli ellenici e non il disaccordo. Nabide rifiuta questa pace offerta, continuando a preferire una barbara indipendenza per una città che se lasciata alla situazione attuale non progredirà mai e verrà inghiottita dal resto del mondo. Sarebbe un peccato che una polis con un tale fulgido passato venga dimenticata dalle generazioni future. Parliamo della terra che ha dato i natali a valorosi guerrieri e sovrani, da Menelao a Leonida, Lisandro, Agide, Macanida, quest'ultimo forse il più affine ad una politica di pace e prosperità.
Non posso condividere completamente gli ideali promossi da Nabide, perché se da una parte essi possono forgiare un grande guerriero con profondi valori, dall'altro non si può elogiare una visione della vita basata unicamente sull'eroicità della morte in guerra. Pensaci bene, se tutti i guerrieri a guardia di una città morissero in un folle delirio di misticismo ed eroicità, chi resterebbe a protezione della stessa?
Come per ogni cosa, è la mente che guida le azioni al successo e alla raccolta di buoni frutti, non la pulsione.
Affronterò il Tiranno di Sparta, facendo quanto in mio potere per averne ragione, e quando ammetterà la supremazia della Repubblica, la mia spada sarà clemente. Se egli perirà non sarà certo per mano mia, ne per mio ordine.

Grazie per avermi concesso questa intervista.
Grazie a te, direi che è il momento di tornare nella mia epoca e sistemare quella situazione in Grecia. Mi avevi chiesto se so espormi in battaglia? avrai la risposta, la mia mente non è dissimile da quella del grande Ulisse.


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