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sabato 23 maggio 2015

Gli Speciali di Conquistata dal Demonio di Viorica Cebotari: Intervista doppia Daniel ed Emma

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LE DATE

14/05 Intervista all'autrice
17/05 Dream cast
20/05 Dal mito al romanzo: aresiani e ancelle
23/05 Intervista doppia Daniel ed Emma
26/05 Recensione volume 1
29/05 Recensione volume 2
01/06 Anticipazioni sul terzo volume

QUARTO SPECIALE
INTERVISTA DOPPIA DANIEL ED EMMA


Oggi voglio dare il benvenuto a Daniel Viviani ed Emma Villani che avrò il piacere di intervistare.
Come vi siete conosciuti?
Emma: «Sul luogo del lavoro.»
Daniel scocca un’occhiata scettica a Emma. «Forse volevi dire, durante la tua ennesima irruzione nel mio ufficio senza bussare alla porta?»
Emma: «Ancora con questa storia? Sono stata vittima delle circostanze. Non sono una maleducata.»
Daniel: «Su questo meglio tacere, altrimenti Diletta ci caccerà fuori dal suo atelier, come è già capitato nell’ultimo albergo in cui siamo stati.»
Emma si appoggia sul bracciolo della poltrona sibilandogli: «Tesoruccio, non fare lo spaccone perché la brutta pubblicità la stai facendo anche a te.»
Daniel: «Non resisti proprio a non avere l’ultima parola, eh?»

Ok, time out! Bene. Meglio passare alla prossima domanda, ovvero: all'inizio di Oscurità diciamo che non sono state rose e fiori, anzi, le vostre litigate ormai sono celebri. Che cosa avete pensato non appena vi siete incontrati/scontrati?
Emma: «Mi sono chiesta come accidenti fosse possibile avere quel bel ciuffo spettinato da ragazzaccio senza usare, in apparenza, un filo di gel? Ho avuto la voglia matta di passare le mani tra i suoi capelli soltanto per il gusto di rovinarglielo, senza parlare delle altre miriadi di sensazioni che mi vibravano nello stomaco. Il mio subconscio aveva capito da subito che quel ragazzo figo dall’aria di un figlio di papà sarebbe stato pericoloso per le mie convinzioni.»
Daniel: «Figlio di papà? È così che mi hai visto la prima volta?»
Emma: «Beh… sì, ne hai tutto l’aspetto. Io che colpe ho?»
Daniel scuote la testa incredulo. «Okay. Lasciamo perdere. Invece io quando l’ho vista sulla soglia della porta con le guance imporporate dall’imbarazzo sono rimasto per la prima volta in vita mia… folgorato. La sua bellezza genuina, di natura eterea, mi ha trafitto mente e cuore contemporaneamente. Poi il suono melodico della sua voce mi ha messo del tutto KO. Si è impossessata della mia anima sin dal primo momento.»
Emma lo guarda con occhi emozionati, mimandogli con le labbra: «Ti adoro, primabello.»
Daniel non tarda a prenderle una mano con un sorriso complice la cui intimità possono afferrare soltanto loro.

Emma come hai reagito alle provocazioni di Daniel?
Emma: «Posso essere franca? Con un’infinità di spedizioni a quel paese e tanta voglia di ridurlo in mille pezzi per mangiarmelo fino all’ultima briciola. Soltanto lui è capace di farmi saltare i nervi con una simile facilità come se premesse un tasto. È bravissimo in questo. Ma… »
Daniel la interrompe mormorando: «Mai bravo quanto te.»
Emma non si scompone e continua: «Ma ho il sospetto che questo suo modo odioso di fare ha contribuito in maniera significativa nel rendermi succube di lui, del suo fascino misterioso e del suo animo pieno di sfumature di ogni genere. In genere, la perfezione a un certo punto annoia, ma con lui questo rischio non si corre. Poco ma sicuro.»

Questa domanda la voglio porre a Daniel. Sappiamo che la compagnia di Emma è composta da Lucia, Aldo e un'altra persona... Sto parlando di Sandro De Santis. Come reagisci quando loro sono insieme?
Daniel: «De Santis? Sei sicura, Diletta, di voler parlare di lui? Perché concedere tutta questa importanza a un moscerino? Al solo sentirlo nominare rimpiango di non averlo fatto fuori quando ne ho avuto l’occasione. La sua indole subdola e volubile non mi ha mai convinto.»
Emma: «Ora non esagerare.»
Daniel la guarda accigliato ma continua in tono pacato: «Vederlo toccare Emma mi manda puntualmente in bestia. Lui avvelena la sua purezza soltanto respirando in sua direzione. Ancora non capisco cosa ci abbia trovato lei di così speciale in lui.»
Emma si agita sulla poltrona: «Io non ho trovato proprio niente! Non bisogna essere speciali per essere amici. Sandro si è dimostrato in diverse occasioni, appunto, un buon amico.»
Daniel: «Ma davvero? Hai memoria corta tu…»
Emma: «Hm… Daniel, finiscila. La gelosia t’instupidisce.»
Daniel: «No, Emma. La gelosia non c’entra nulla. È un dato di fatto: De Santis è nocivo per te.»
Emma: «E tu chi sei per stabilirlo con questa arrogante certezza? Dio per caso?»
Daniel: «Io sono nessuno stando a una tua vecchia affermazione. Ma comunque non tollerò che ti gironzoli attorno. La prossima volta gli spezzo le gambe e poi userò la sua testa per giocarci a calcio. E tu non potrai interferire. Intesi?»
Emma sbotta: «Intesi un corno! Non puoi ammazzare una persona come niente fosse!»
Daniel le rivolge il suo famoso sorrisino sghembo: «Non come niente fosse, ma come un moscerino.»
Emma: «Stai oltrepassando il limite.»
Daniel: «No! Sei tu che lo stai oltrepassando nel difenderlo ancora.»
Emma: «Al mondo non esiste soltanto l’amore, ma anche il perdono.»
Daniel: «Che io non gli concederò mai. E con questo l’argomento è chiuso.»
Emma si risistema con grazia nella poltrona. «Non t’illudere. Faremmo i conti a casa.»
Daniel: «Puoi scommetterci la testa del tuo amico.»
Emma lo trucida con un’occhiata affilata ma non replica e gli animi pian piano si placano.

Ehm... Per concludere quale è stato il momento in cui vi siete resi conto di esservi innamorati dell'altra persona?
A questa domanda entrambi si illuminano.
Emma: «Beh… devo ammettere che sono stata piuttosto lenta a capire di essermi innamorata.»
Daniel: «Non sei stata lenta, dolcezza. È la tua particolare natura che ha agito da ostacolo, e questo i lettori lo sanno bene. Per me è già un miracolo che sei riuscita a demolire le barriere. Hai vinto contro il destino. E non è una cosa da tutti.»
Emma gli sorride imbarazzata. «Grazie, amore mio.»
Daniel le afferra di nuovo la mano portandosela sul suo ginocchio: «È la pura verità. Ti ammiro perché per me è stato più facile. Vedere la divisa e tuoi capelli bagnati dalla pioggia con quella goccia che penzolava dalla punta del tuo nasino è stata la visione che mi ha aperto gli occhi, ha tolto il freno al sentimento che io cercavo di soffocare e non ci sono agenti esterni da incolpare. Perciò, in un certo senso siamo pari, sebbene io avessi capito di amarti mesi prima.»
Emma mi guarda con un’espressione d’intesa: «Ecco! Questo sta a confermare quanto io non lo meriti. Ma dimmi tu Diletta, come si fa a non amarlo? È impossibile come smettere di respirare.»



4 commenti:

  1. Sono tornata nel loro mondo!!! Mi mancavono i loro battibecchi ....mi mancano Daniel ed Emma!!!!!! Mi sa che torno a rileggere i libri. …..

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    1. A chi lo dici!!! Anche io li sto rileggendo! Mi mancano troppo specialmente dopo la fine del secondo!

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  2. Bè alla fine Daniel non ha giocato più calcio!!!!!

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  3. Bè alla fine Daniel non ha giocato più calcio!!!!!

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